Condannato il leghista Rixi: “Secondo lui, eravamo noi Migranti a non andare bene per l’Italia”

“Nelle proprie campagne elettorali, Rixi ha spesso sottolineato come in Italia non andiamo bene noi Migranti. Eppure, oggi, proprio lui è stato condannato per falso e per peculato ossia per essersi appropriato indebitamente di denaro pubblico. Qua non si tratta di un reato qualsiasi”

L’odierna sentenza del Tribunale di Genova che ha condannato a 3 anni e 5 mesi e alla confisca di 56 mila euro Edoardo Rixi, ormai l’ex Viceministro ai Trasporti e Infrastrutture, ha suscitato non pochi commenti, tra i quali anche quelli di Aleksandra Matikj, Presidentessa del “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione”:

«Nelle proprie campagne elettorali, Rixi ha spesso sottolineato come in Italia non andiamo bene noi Migranti. Eppure, oggi, proprio lui è stato condannato per falso e per peculato ossia per essersi appropriato indebitamente di denaro pubblico. Qua non si tratta di un reato qualsiasi, da poco – continua la Matikj- questi sono i soldi della gente onesta, degli Italiani che si sono fidati delle Istituzioni e che non si meritano di sentirsi derubati. Mi ha molto stupita la reazione del Presidente Giovanni Toti che già ieri avrebbe detto: “In caso di condanna, sarebbero da escludere le sue dimissioni” ma qua caro Governatore si tratta proprio del processo “spese pazze” ovvero dei soldi della Regione Liguria spesi in eleganti cene e pranzi, notti negli alberghi di lusso e vari viaggi…

Quello che va riconosciuto a Rixi però è che, dimettendosi, ha dimostrato la volontà di cambiare e di iniziare a prendersi le responsabilità delle proprie azioni. E chi sa, per lui potrebbe essere anche un periodo nel quale potrebbe rendersi conto che anche noi Immigrati siamo parte integrante di questo Paese che rispettiamo ed amiamo.

Infine, se è colpevole, accetti la condanna senza diventare ridicolo, altrimenti sarebbe giusto che presentasse l’appello. Non c’è cosa peggiore che subire un’ingiustizia e questo, noi Migranti non lo auguriamo a nessuno, nemmeno a Rixi.»


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