Con la crisi economica, legumi alla riscossa in Sardegna

Nelle tavole dei sardi è sempre più frequente il minestrone al posto della carne e del pesce

Con la crisi non tutti possono permettersi di andare frequentemente in macelleria o in pescheria. Pertanto, nelle tavole dei sardi tornano di moda le “proteine dei poveri” che sono alla base nella dieta mediterranea. Un bel piatto di minestrone oltre a essere economico è nello stesso tempo salutare e assai gradito da tanti. Che sia di lenticchie, di ceci, di fagioli, di fave o di piselli poco importa. Innanzitutto, i legumi sono buoni: difficile trovare chi non si lecca i baffi di fronte a un bel piatto di pasta e fagioli. In secondo luogo  il loro apporto nutrizionale è assai notevole, poi sono ricchi di fibra e poveri di grassi, in particolare non contengono grassi saturi responsabili di una buona parte di disfunzioni e malattie. I legumi, inoltre, costano poco, sono facili da preparare e non richiedono troppo tempo per prepararli. Essendo molto ricchi di fibre queste nel nostro organismo svolgono diverse funzioni: fanno rimanere più a lungo nello stomaco il cibo. In questo modo si prolunga il senso di sazietà, e aiutano la massa alimentare a transitare più velocemente attraverso tutto il resto dell’intestino e così si libera meglio, eliminando anche batteri, sostanze irritanti e tossiche. Tra l’altro, negli ultimi anni nell’Isola c’è stata una vera e propria crescita nella coltivazione di legumi: secondo la Coldiretti è una delle prime regioni in Italia a produrne in maggior quantità. Ed è quindi anche per questo che il consumo dei legumi “made in Sardegna” è in forte crescita.


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