Comuni sardi, addio al patto di stabilità: si può tornare a spendere

Accordo raggiunto tra Regione e Governo

Il Pd Cagliari nel pomeriggio diffonde la notizia, anticipata da Sardinia Post: “Dal 1° gennaio del 2015 la Sardegna non dovrà più attenersi ai vincoli del patto di stabilità. L’accordo, storico, è stato raggiunto questa mattina nel tavolo di Roma tra la Regione e il Governo. Tecnicamente, significa che “dobbiamo rispettare il solo pareggio di bilancio, senza tetti di spesa”, spiegano Pigliaru e Paci. I Comuni sardi potranno insomma tornare a spendere, la notizia è stata accolta con grande soddisfazione dai sindaci. 

“Con questo accordo la Sardegna anticipa una riforma complessiva del patto di stabilità che il governo si accinge a definire con altre regioni a statuto speciale virtuose.” Così l’assessore della Programmazione e Bilancio Raffaele Paci commenta l’esito del tavolo politico di questa mattina a palazzo Chigi sul patto di stabilità. 
“In parole semplici significa che noi ci impegniamo a rispettare il pareggio di bilancio ma non subiamo ulteriori vincoli, siamo liberi di spendere tutte le nostre entrate iscritte a bilancio ”, spiega Raffaele Paci. “Il nostro bilancio sarà più chiaro e trasparente, smetteremo di creare una enorme quantità di residui, ossia di promesse che poi non è possibile mantenere. Allo stesso tempo, attraverso gli accantonamenti previsti dalle manovre nazionali di risanamento finanziario, anche la Sardegna contribuisce alla riduzione del debito pubblico. Il nuovo sistema – prosegue l’assessore – ci obbliga anche ad essere virtuosi e efficienti, perché le risorse che saremo in grado di risparmiare dagli sprechi, le potremo utilizzare liberamente per attuare le nostre politiche di crescita. È una svolta nella politica di bilancio della Sardegna della quale siamo molto soddisfatti. La giunta regionale ha dimostrato di essere credibile, di operare in una logica di leale collaborazione con lo Stato – conclude Raffaele Paci – e all’interno di questa ritrovata unità di intenti è stato possibile trovare questo accordo che rafforza la nostra sovranità e responsabilità.”


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