Comune, lo stabile di via Parigi diventerà un centro polivalente.

Fabrizio Rodin (Pd): “Più servizi per il Quartiere Europeo”

Cagliari, una struttura comunale nuova di zecca ma ancora inutilizzata nel Quartiere Europeo. Si tratta del centro di via Parigi, nella lottizzazione Mannatzu: duemila metri quadri di locali in buone condizioni e un ampio spazio all’aperto. Dopo dieci anni in cui si sono susseguite diverse idee sulla sua destinazione, la struttura è ancora chiusa. Ora il Comune cerca di dare un’accelerata: la commissione Politiche sociali ha votato un documento che nelle prossime settimane verrà discussa in Consiglio comunale. “L’idea è che venga utilizzato come centro polivalente – spiega il presidente della commissione, Fabrizio Rodin – una sorta di condominio solidale, con spazi per disabili ma anche per associazioni che operino nel sociale”.

Lo stabile ha subito importanti modifiche dal 1986, e ora l’assessorato ai Lavori Pubblici ha quasi ultimato gli interventi strutturali. La sua destinazione d’uso è stata più volte discussa e modificata nel corso degli anni: nel 2004 il Consiglio comunale aveva deciso di adibirlo come centro per l’autonomia in grado di ospitare persone con gravi disabilità. Poi la definizione stessa dello scopo della struttura è stata più volte rimodulata passando da una finalità sociale a socio-assistenziale, e socio-sanitaria. “Negli ultimi anni le esigenze della città sono mutate – aggiunge l’esponente del Pd, Rodin – a causa della crisi e l’incremento della domanda di servizi alla persona da parte di soggetti in condizioni di disagio. Quello di via Parigi è uno degli immobili comunali più grandi che potrebbe offrire diversi servizi essenziali in quartiere che al momento ha poco e niente”.

L’idea attuale è quella di realizzare un centro che abbia diverse finalità. Prima fra tutte quella di fornire abitazioni per anziani con gravi disabilità motorie, per studenti meritevoli in particolari situazioni di indigenza o difficoltà. Ma anche garantire alloggi per separati in condizioni di disagio economico, ospitare una casa protetta per soggetti con disabilità psichiche, creare centri di aggregazione per minori o anziani. E spazi per attività sportive, nonché ospitare associazioni che operino nel sociale.


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