Comune di Cagliari: bocciato l’hotel con palestra all’aperto e piscina a Molentargius

No alla realizzazione dell’albergo con spazio ricreativo a Medau Su Cramu. Previsti anche bagno, spogliatoi e doccia aperti al pubblico per chi ama correre e andare in bici nell’oasi. Progetto respinto perché in contrasto coi vincoli paesaggistici strettissimi che tutelano l’area

Niente hotel e palestra all’aperto. Chi ama correre a Molentargius dovrà ancora rinunciare a spogliatoi e docce. E a tutti i servizi offerti dal centro ricreativo, sport e fitness all’aria aperta, previsti nell’ambito del progetto presentato dalla società “Struttura Polifunzionale del Parco del Molentargius”, respinto dal Comune di Cagliari perché in contrasto con le norme paesaggistiche che prevedeva anche un piccolo albergo con sauna.

La ditta chiedeva di poter realizzare a Medau su Cramu un’area belvedere con pergola in legno da utilizzare come punto di osservazione (il panorama si estende fino alla Sella de Diavolo). All’esterno varie attività ricreativo-sportive in una grande palestra all’aperto: una piscina di 150 metri quadrati con due diverse profondità e spazio fitness. La “chicca” era la zona di servizi aperti al pubblico: bagni, spogliatoi e docce. Tutto all’interno del parco in comunicazione le strade percorse da tutti gli atleti o gli amanti dello sport che frequentano l’oasi. Il progetto non prevedeva la realizzazione di nuovi volumi, assicuravano i progettisti, prevista invece la riqualificazione di un fabbricato all’interno del lotto che avrebbe dovuto ospitare una struttura ricettiva di supporto: 6 camere dotate di bagno privato e zona wellness con sauna (impianto solare termico).

Il no del Comune è stato motivato con esigenze legate alla tutela del paesaggio e ai vincoli strettissimi che proteggono l’oasi. In base alle disposizioni del Ppr (piano paesaggistico regionale) in aree protette come Molentargius non sono ammesse “alterazioni sostanziali dello stato attuale dei luoghi” e le norme vigenti sull’area “prevedono inoltre la costituzione di un parco ambientale con prevalenza di componente a verde e fruizione marcatamente pubblica”. Così il Servizio Edilizia Privata ha detto no.