Commercianti in ginocchio a Cagliari: “Incasso azzerato, i 600 euro di bonus non basteranno mai”

Il grido d’allarme di Luigi Corongiu, storico negoziante di via Manno: “Difficile ripartire quando terminerà l’emergenza, ci guarderemo ancora tutti con sospetto. Spero di trovare un accordo sui pagamenti con i fornitori e il padrone delle mura del locale”

È stato tra i primissimi commercianti di tutta Cagliari a chiudere il suo negozio di abbigliamento che ha aperto 24 anni fa in via Manno, Luigi Corongiu: “Ho abbassato la serranda lunedì nove marzo”, esordisce. Titolare di un negozio di abbigliamento, il 62enne è fermo da quasi un mese e gli incassi, ovviamente, si sono azzerati: “Già prima del virus l’aria non era delle migliori, adesso è proprio pessima. Cosa succederà quando potremo riaprire? Regna la diffidenza, ieri sono stato in banca e ho salutato un conoscente, mi ha guardato con sospetto”. Insomma, la ripresa sarà comunque lenta, e i soldi messi a disposizione dal Governo non sembrano soddisfare Corongiu: “Se hanno deciso di stanziare seicento euro di bonus a testa vuol dire che di più non potevano, ma sono comunque pochi”.
Il commerciante può contare anche sul bonus del sessanta per cento per l’affitto: “Pago 2200 al mese e, per i miei fornitori, le spese si aggirano sui centoventimila euro l’anno. Spero, quando la situazione tornerà alla normalità, di poter trovare un accordo con loro e con il padrone delle mura del locale”.