Città metropolitana a Cagliari, ma con meno poteri per i Comuni-VIDEO

“La nuova città metropolitana di Cagliari? Un grande pasticcio”. Guardate il VIDEO di Sergio Atzeni

Città Metropolitana di Cagliari: meno popolata e con meno Comuni tra le 13 già istituite. I Riformatori: la nuova legge sugli Enti Locali un grande pasticcio

 

Dopo un sofferto e contrastato iter legislativo, il Consiglio Regionale della Sardegna ha approvato la legge di riforma degli Enti Locali che ha instituito anche la Città metropolitana di Cagliari.

Come al solito, nel tentativo di accontentare qualcuno, la maggioranza di centro sinistra forse a scontentato tutti con una legge che praticamente sopprime, sì le provincie regionali, ma lascia quelle storiche (in attesa della soppressione costituzionale) sostituendo quella di Cagliari con la nuova “Sud Sardegna”. La nuova legge , spinge verso le unioni di Comuni molti dei quali uniti da reti Urbane (Nuoro, Oristano, Carbonia e Iglesias) ma crea anche l’ibrido della “Rete Metropolitana di Sassari” cucita su misura giusto per sopire le forti proteste e i malcontenti del capoluogo del capo si sopra sempre in competizione con Cagliari.

La Città Metropolitana di Cagliari sarà composta da 17 comuni, che dovranno decidere la loro adesione entro 20 giorni dall’entrata in vigore della legge, per un totale di 431 mila abitanti.

La città Metropolitana di Cagliari per ora è quella che ha meno abitanti tra le 13 già istituite in tutte le Regioni (manca solo il Friuli Venezia Giulia) , ha anche meno Comuni che la formano e si posiziona come fanalino di coda dopo Bari, Firenze e Venezia che ne hanno in ordine 41, 42 e 44 ed è lontano anni luce da quelle come Roma Capitale , Milano, Torino e Messina che comprendono rispettivamente 121, 134, 316 e 108 comuni.

I Comuni compresi nella Città Metropolitana , oltre la Città di Cagliari, e che presto decideranno l’adesione sono: Assemini, Capoterra, Decimomannu, Elmas, Maracalagonis, ,Monserrato, Pula, Quartu Sant’Elena, Quartucciu, Sarroch, Selargius, Sestu, Settimo San Pietro, Sinnai, Villa San Pietro e Uta.

I Riformatori hanno tuonato verso la nuova legge, pur salvando la Città Metropolitana di Cagliari, e il consigliere regionale Michele Cossa l’ha definita “Un grande Pasticcio”: “La città metropolitana di Cagliari è una straordinaria opportunità per Cagliari e la Sardegna” ha spiegato Michele Cossa “perché finalmente si introducono degli elementi di razionalizzazione nell’area vasta della città, si possono così affrontare in comune i problemi comuni, basti pensare al trasporto pubblico, alla grande viabilità e in prospettiva alla raccolta dei rifiuti.

Tutta la vicenda però è stata impostata malissimo nel senso che ha creato una contrapposizione tra Cagliari e il resto dell’isola che oggi si vede sminuita per questa nuova istituzione. Tutto questo perché la città metropolitana è stata presentata da chi l’ha proposta come un soggetto che drena risorse a scapito degli altri comuni e delle altre aree dell’isola. Per di più sono state rivitalizzate le vecchie quattro provincie e questo non ha fatto altro che creare diffidenza in quelle aree come la Gallura e l’Ogliastra che avevano visto con la realizzazione delle loro provincie un affrancamento dai potentati quali quelli di Sassari e Nuoro. La questione è stata impostata male e la legge è un grande pasticcio,” ha concluso Cossa “crediamo che avrà ricadute pesanti nei confronti degli amministratori locali e avrei fatto più ristretta anche la città metropolitana che è stata creata senza una logica precisa.”

A capo della città metropolitana ci sarà il sindaco di Cagliari mentre gli organi che regoleranno la vita del nuovo ente saranno il Consiglio Metropolitano formato da 34 consiglieri e la Conferenza Metropolitana in cui siederanno 17 sindaci.

La città metropolitana di Cagliari condividerà numerose competenze che non saranno più prerogativa dei singoli Comuni e cioè: piano urbanistico, strade e trasporti (autobus e metro), turismo, sport, cultura,Scuole secondarie di secondo grado (superiori), Commercio e artigianato, rifiuti e illuminazione.

Una cosa da sottolineare sul sindaco metropolitano che, oltre a essere a capo del nuovo ente, dovrà anche governare il suo Comune e sarà anche senatore: insomma tanti incarichi che per assolverli tutti dovrà essere dotato di superpoteri. Guardate il video con l’intervista al consigliere regionale dei Riformatori Michel Cossa.  


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