Ciro Grillo, rinviata a novembre la decisione sul processo per stupro. E spunta inchiesta su revenge porn

Il figlio di Beppe e tre suoi amici accusati da una 19enne: i fatti risalgono a due anni fa a Porto Cervo dopo una serata al Billionaire

La lunga giornata nel palazzo di giustizia di tempio Pausania, su cui oggi erano puntati gli occhi di tutta Italia, si è conclusa con il rinvio della decisione. È stata infatti aggiornata al 5 novembre l’udienza preliminare in cui il gup di Tempio Pausania, Caterina Interlandi, deciderà sul rinvio a giudizio di Ciro Grillo, figlio del comico genovese fondatore del Movimento 5 Stelle, e degli altri 3 ragazzi – Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria – come lui accusati di stupro dalla 19enne italo norvegese e da una sua amica.

L’udienza si è aperta questa mattina, né gli imputati né le presunte vittime erano presenti in aula, ed è durata poco più di tre ore, con una lunga interruzione per la camera di consiglio in cui la giudice ha deciso di accogliere la richiesta della legale della ragazza, Giulia Bongiorno, di acquisire agli atti articoli di giornale, video, interviste e anche la trascrizione di chat e di un messaggio vocale di whatsapp fra la sua assistita e un’amica, respingendo così le eccezioni sollevate dalla difesa che annuncia l’acquisizione degli atti. Il gup ha anche accolto la richiesta delle due ragazze (l’altra è difesa da Dario Romano) di costituirsi parte civile. Soddisfatta per aver visto accolte tutte le sue richieste, la Bongiorno ha ribadito che “una denuncia è un grido di dolore”, che “chi non ha provato quello che provano queste persone non può capire” e che “la sede naturale per raccogliere quel grido di dolore è questa udienza, finalmente è arrivato il momento ed è importante che ci sia una verifica giudiziaria”.

Entro il 20 ottobre, gli avvocati che difendono i 4 ragazzi (Enrico Grillo, Sandro Vaccaro, Gennaro Velle, Ernesto Monteverde, Mariano Mameli e Romano Raimondo, oggi non presente in aula) dovranno decidere se chiedere riti processuali alternativi o invece andare avanti con le procedure ordinarie. Non è detto comunque che il 5 novembre il gup decida se rinviare a giudizio i ragazzi: per questo sono state già fissate altre due date, il 12 e il 26 novembre.

Sempre oggi è girata l’indiscrezione che la procura di Tempio, guidata dal procuratore Gregorio Capasso oggi presente in aula, abbia aperto un altro filone di inchiesta, al momento contro ignoti, per il reato di revenge porn per i video, con protagonista la ragazza, fatti girare sui social e diventati virali: in uno si vede lei addormentata sul divano e tre dei 4 imputati che avvicinano i genitali al suo viso. La procura non smentisce e non conferma, mentre l’avvocato Bongiorno ha detto, arrivando in tribunale, che “c’è stato un approfondimento investigativo” da parte della procura.

I fatti risalgono al luglio di due anni fa. I 4 giovani, tutti in vacanza nella residenza estiva di Beppe Grillo a Porto Cervo, incontrarono le due ragazze al Billionaire, dove trascorsero insieme la serata. All’uscita, stando a quanto racconta la 19enne italo-norvegese, le due accettarono l’invito e seguirono i ragazzi a casa Grillo per una spaghettata. La ragazza, che denunciò i fatti 8 giorni dopo, raccontò di essere stata costretta a bere vodka e di essere stata poi stuprata prima da Francesco Corsiglia, e poi in gruppo anche dagli altri. Tutti hanno sempre detto che i rapporti sessuali furono consenzienti.