Circuito Regionale Danza Sardegna, stagione invernale 2015

Gli spettacoli

Con l’edizione numero dodici del Circuito Regionale Danza, stagione invernale 2015, ripartiamo da quelli che sono i nostri punti di riferimento: la qualità delle compagnie ospitate, i nuovi linguaggi della danza contemporanea, l’importanza del balletto classico. Un progetto artistico che parte dalla Sardegna e che abbraccia compagnie di danza italiane e internazionali -alcune storiche altre giovanissime- tessendo una rete di teatri, artisti e temi che da dodici anni, come Associazione Enti Locali per lo Spettacolo, ci rende orgogliosi del lavoro svolto.

 

La Carmen di Antonio Gades e Carlos Saura, il ritmo trascinante del sirtaki di Zorba, i notturni romantici del Lago dei Cigni, la Roma felliniana di Amarcord, la prima europea degli inglesi della Ballet Black: sono questi le compagnie, i titoli e i Paesi scelti per portare sull’Isola uno spaccato di quello che succede oggi nel mondo della danza internazionale, strizzando l’occhio alla storia, all’Europa, al cinema, ai linguaggi del contemporaneo. 

 

Cinque spettacoli che circuiteranno tra i due principali palcoscenici di Cagliari e Sassari (ma alcuni anche in altre città sarde), con un calendario ricco di date e appuntamenti colletarali, come gli Assaggi d’Autore in collaborazione col network Anticorpi XL, le rassegna Opere Sommerse in collaborazione con l’Associazione Tersicoreagli incontri cinematografici della Cooperativa Spazio 2001 al Cinema Odissea di Cagliari. Una pluralità di sguardi e connessioni a sottolineare il piacere profondo per il senso, la scoperta e la bellezza della grande danza. Con al centro, sempre, il nostro pubblico. 

 

 

Carmen

Un rivoluzionario, nella vita e nell’arte. Uno sperimentatore del gesto corporeo e un maestro della scena flamenca. Antonio Gades è stato il primo a creare un repertorio contemporaneo per il flamenco capace di smarcarsi dal folklore turistico spagnolo, facendone una danza potente e preziosa. Da oltre trenta anni Carmen  raccoglie importanti successi in tutto il mondo: un “balletto narrativo” che nasce dalla collaborazione con il cineasta Carlos Saura e che, per meglio interpretare lo spirito del popolo andaluso, s’ispira al racconto di Mérimée e all’opera musicale di Bizet: in scena, dunque, non solo le note della celebre partitura, ma anche la sensualità dell’intensa musica flamenca. Sotto la direzione artistica di Stella Arauzo, e a quella di tecnica di Dominique You (per molti anni il tecnico luci nonché braccio destro del Maestro), la Compañía Antonio Gades assicura la divulgazione delle scelte stilistiche del maestro, esprimendo la più profonda inquietudine dell’essere umano con un linguaggio estetico puro, radicato nella tradizione e nella cultura del popolo spagnolo. (Cagliari, teatro Lirico: 8 gennaio; Sassari, teatro Comunale: 10 gennaio)

  

 

Zorba

Un tuffo nella passione della danza ungherese: Zorba è sicuramente uno dei titoli più conosciuti nel panorama del balletto internazionale, reso celebre anche dalla splendida interpretazione cinematografica di Anthony Quinn (premio Oscar nel ‘65) e dalla colonna sonora di Mikis Theodorakis, il cui Ballo di Zorba (Sirtaki) è entrato nella storia della musica. La compagnia Ballet Győr fondata nel 1979 sotto la direzione di Ivan Markò -coreografo e primo ballerino di Maurice Béjart è una vera e propria istituzione nel mondo della danza. Apprezzata per l’audace modernismo, si avvale delle coreografie di Gyula Harangozò, il figlio dei due fondatori del Balletto Nazionale Ungherese. Diplomatosi con lode alla Moscow Ballet Academy, Gyula ha incantato le platee con le sue coreografie innovative e originali, capaci di rinterpretare e modernizzare il repertorio classico. Nel 2013 la compagnia è stata insignita del titolo di “National Ballet” rappresentando così l’Ungheria sui palcoscenici di tutto il mondo. (Cagliari, teatro Massimo: 22-23 gennaio; Sassari, teatro Comunale: 25 gennaio)

Amarcord

Liberamente ispirato al film in cui Fellini ricorda/reinventa la sua vita di ragazzo in una Rimini della prima metà degli anni Trenta, il balletto Amarcord è un divertente e melanconico affresco dell’Italia fra le due guerre. La storia di Titta, alter-ego di un Fellini adolescente, s’inserisce armoniosamente in un contesto di piccoli ritratti e aneddoti dove affiora, con garbo e ironia, la spensieratezza e la passione di vivere. Un viaggio di condivisione, grazie al quale lo spettatore rivive il profumo degli anni Trenta, uno spaccato dell’Italia a cavallo tra le due guerre, tra balli, vino, donne e canzoni. Proposto per la prima volta nel 1995 al Teatro San Carlo, Amarcord è andato in scena anche al Teatro alla Scala di Milano, negli Stati Uniti (Metropolitan di New York, Orange County di Los Angeles) e al Teatro Massimo di Palermo, riscuotendo ampi successi di pubblico. Quest’ultima rappresentazione è una versione coreografica espressamente rivisitata per la Compagnia Danzitalia, che vede Rossella Brescia nel ruolo di Gradisca. (Cagliari, teatro Massimo: 26-27 febbraio; Sassari, teatro Comunale: 28 febbraio)

 

Duetto, Dépouillement, The second coming (prima europea)

Fondata nel 2001 da Cassa Pancho (laurea alla Royal Academy of Dance e oggi direttore artistico della formazione), Ballet Black è una compagnia di danza moderna supportata dalla Royal Opera House. L’idea di Cassa Pancho, che ha discendenze inglesi ma è nata a Trinidad, è stata sin dagli inizi quella di diversificare il balletto neo-classico, renderlo più accessibile e divertente a pubblici diversi, e creare modelli stilistici adatti a giovani danzatori di discendenza africana e asiatica. Per questo oggi la formazione è composta da otto ballerini di nazionalità diverse: dal Giappone, al Brasile, al Texas. Nel 2012 la compagnia ha vinto il Dance Awards 2012 come Miglior Compagnia Indipendente del Regno Unito e, più recentemente, il Critics’ Circle National Dance Award (Dance Europe Outstanding Company).

Il repertorio copre una vasta gamma di stili e tipologie, dai lavori più classici a quelli contemporanei firmati dai principali coreografi mondiali tra cui Liam Scarlett, Shobana Jeyasingh, Martin Lawrance, Will Tuckett e Richard Alston. La compagnia ha sede  presso la Royal Opera House di Covent Garden, Londra. (Cagliari, teatro Massimo: 12-13 marzo; Sassari, teatro Comunale: 15 marzo)

 

Il lago dei cigni, ovvero il Canto

Capolavoro del teatro di danza, perfetta sintesi di composizione coreografica accademica e “notturno” romantico, Il lago dei cigni è una fiaba senza “happy end”, in cui i due protagonisti Siegfrid e Odette pagano con la vita il grande amore che li lega. Uno dei titoli per eccellenza nel repertorio del grande balletto classico in cui il libretto di Begičev e la stupenda musica di Čajkovskij si fondono con inimitabile fluidità. Una di quelle “favole d’amore in cui si crede nella giovinezza”, avrebbe detto Anton Cechov, che nel 1887 scrisse l’atto unico Il canto del cigno. Fabrizio Monteverde, regista e coreografo, mette dunque in scena un crudele e grottesco “jeu de massacre” tra teatro, immagine e danza, in cui un gruppo di anziani ballerini prova un’eventuale messa in scena del Lago dei cigni come “inevitabile” percorso memoriale d’arte e di vita, illudendosi di vincere la battaglia contro gli anni con la sola cosa che possono (e forse) sanno fare: danzare. (Cagliari, Teatro Massimo: 9-10 aprile; Sassari, teatro Comunale: 11 aprile)

Tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 21:00; Associazione Enti Locali per lo Spettacolo: tel. 070.491.272

http://www.assoentilocali.it


In questo articolo: