Chirurgia Plastica trasferita al Policlinico:”Ricadute sui pazienti ustionati del Brotzu”

Attilio Carta: “Il Brotzu sta attraversando un momento molto complicato per la gestione poco attenta ai bisogni dei pazienti, ma distratta da altro, si sta navigando un po’ a vista. Il trasferimento della struttura complessa di chirurgia plastica e ustinati al policlinico ne è un esempio pratico per le possibili ricadute negative sui pazienti”

Preoccupano le possibili ripercussioni sui pazienti ustionati dopo il trasferimento della Chirurgia Plastica del Brotzu al Policlinico. La denuncia di Attilio Carta, della UIL-fpl:

“Com’è noto, in piena estate il 1 agosto 2018 si è compiuto ed è stato portato a termine, contro tutto e tutti, l’atto ufficiale del forzato spostamento della SC di Chirurgia Plastica dall’Azienda Brotzu al Policlinico di Monserrato. Contestato energicamente da più parti sia per il grave danno d’immagine per il Brotzu, rimasto unicamente con una minima Struttura Semplice, che per il pericolo di probabili future ricadute sui pazienti ustionati del sud Sardegna. Avevamo infatti segnalato che con lo spostamento della Struttura Complessa di Chirurgia Plastica e grandi ustionati oltre al grave danno d’immagine per lo “status” di eccellenza del Brotzu c’era il pericolo concreto di non garantire l’assistenza dovuta ai pazienti ustionati del sud Sardegna. L’amministrazione, senza un pur minimo ripensamento, non curante dei pareri e delle molteplici variegate perplessità ricevute, con la collaudata testardaggine che la contraddistingue, è rimasta ferma nel portare a termine questo disegno, anch’esso imposto dall’alto, non certo a tutela dei pazienti. Esigenza giustificata unicamente per soddisfare i desiderata dell’Università cagliaritana. Tutti i dubbi manifestati nel nostro recente documento-denuncia purtroppo potrebbero rivelarsi non più tali, alcune avvisaglie infatti avvalorerebbero le nostre preoccupazioni. Purtroppo, puntualmente, così pare sia stato. Infatti parrebbe che di recente alcuni pazienti ustionati non siano stati accettati al Brotzu ma dal Pronto Soccorso dirottati al Policlinico in quanto “al Brotzu non esiste più la struttura”.Infatti lo scampolo di struttura rimasta è costituita e identificabile con un solo specialista, il primario, per cui quando lo stesso è assente non si garantisce l’attività. Il problema è che anche il Policlinico pare non sia equipaggiato per intervenire adeguatamente, creando per tanto gravi disagi, preoccupazione e senso di abbandono ai Pazienti. Se confermato, il fatto sarebbe di una gravità inaudita. Cioè al Policlinico è stato promosso il comandante, di indubbia bravura, ma senza truppa né tanto meno caserma idonea ad ospitare realmente tutta l’attività richiesta. Questa è la dimostrazione palese che tutta l’operazione è stata fatta d’imperio, non per soddisfare l’esigenza della popolazione e dei pazienti, ma parrebbe unicamente per garantire all’università, carente di casistica e numero di interventi, l’esistenza stessa della scuola di specializzazione. Si poteva fare tutto, ma non in questo modo bensì col dialogo, la condivisione, magari con una gestione mista Brotzu-Policlinico dell’intera attività. Purtroppo ancora una volta non c’è proprio spazio per il buon senso!”

 


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