Chessa: “Via Zedda? Lo dissi a luglio. Cagliari è sporca e insicura: lo dimenticherà in fretta”

“Io l’avevo detto a luglio che sarebbe stato spazzato via entro pochi mesi”. Bordate del neo consigliere sardista al sindaco. “Cagliari? Sembra una città dell’est Europa”. Regione: “Io assessore? Sarei onorato”. E per le comunali avviso agli alleati: “Quando aveva i numeri Forza Italia si prendeva tutto”

Nel luglio 2018 profetizzò la fine dell’era Zedda entro pochi mesi. Gianni Chessa, cacciato da Zedda un anno fa dalla giunta comunale dopo l’accordo tra Psd’Az e Lega per le politiche sta per essere proclamato consigliere regionale dei 4 Mori. E, grazie ai tanti voti presi il 24 febbraio, molti dei quali nelle periferie cagliaritane, ambisce ad un incarico nell’esecutivo regionale. Gustandosi come una rivincita personale la sconfitta del sindaco del 24 febbraio e le dimissioni da palazzo Bacaredda protocollate ieri: la fine dell’era Zedda. “L’avevo dichiarato a luglio”, spiega, “per me era scontato. Come lo era per tutti quelli che fanno politica. È il destino di chi si comporta male. Ha peccato di presunzione e nella vita certi errori si pagano. Non si può essere arroganti e presuntuosi”.

Per lei Zedda è un nemico politico?

Non lo penso nemmeno. Dei morti non si parla più. Non fa più paura a nessuno. Nessuno si ricorderà di lui tra qualche mese. Del suo passaggio non resterà niente.

Però aveva ragione anche chi diceva che lei da assessore di una giunta di sinistra si sarebbe candidato con la destra. O no?

Noi abbiamo fatto un patto solo per Cagliari. Non eravamo a disposizione delle esigenze personali del sindaco che è stato eletto grazie a noi. Non era capitato a Delogu e nemmeno a Floris di vincere al secondo turno con numeri così bassi. Solo grazie al Psd’Az Zedda è diventato sindaco. Ma poi ha rotto un patto in modo brutale e vergognoso.

Zedda ha detto che i sardisti prima di accordarsi con Salvini tentarono con Renzi: è vero?

È una delle sue tante bugie. Doveva dimettersi un anno e due mesi fa e invece si è tenuto la poltrona e ora punta al consiglio regionale. Ma doveva scegliere la città che ormai sembra quella di un paese dell’est Europa. Mai vista la città così abbandonata, messa male e sporca. Non c’è sicurezza, ma tanta sporcizia e opere pubbliche come piazza Garibaldi e il bastione di Saint Remy sono abbandonate.

Tuttavia in città Zedda ha tenuto. Mentre nelle periferie per lui è andata male. Perché?

Perché in periferia ci sono esigenze diverse. La povertà non si racconta, ma si vive e noi viviamo con la gente semplice. Loro a sinistra quando si interrogano parlano della necessità di tornare in mezzo alla gente. Da anni lo dicono, ma non ci vanno mai.  Noi invece in mezzo alla gente ci siamo sempre.

La giunta Solinas quando parte? E Chessa sarà assessore?

La giunta non può partire perché non è stato proclamato il presidente. Fare l’assessore per me sarebbe un onore. Se mi daranno l’incarico cercherò di non sciupare questa grande occasione per i sardi e per i sardisti.

I sardisti avanzeranno un nome anche per palazzo Bacaredda?

Forza Italia quando aveva i numeri maggiori non lasciava nulla agli altri. Come Psd’Az pensiamo solo a vincere e la coalizione anche. E per questo daremo il nome con maggiori garanzie di successo. Per riprenderci in mano il capoluogo della Sardegna.



In questo articolo: