Cesare Battisti ammette il poker di omicidi dal carcere sardo di Massama: “Chiedo scusa ai familiari delle vittime”

L’ex terrorista Battisti dal carcere sardo riconosce le sue responsabilità. “Chiedo scusa ai familiari delle vittime”. Finora si era dichiarato innocente

Cesare Battisti alla fine ha ceduto. Su sua stessa richiesta, l’ex terrorista è stato interrogato nel fine settimana dal pm Alberto Nobili, titolare del pool antiterrorismo della Procura di Milano, e ha ammesso le sue responsabilità “in quattro omicidi” (in due fu l’esecutore materiale), tre ferimenti e la partecipazione ai Pac. In pratica tutti gli addebiti che gli sono stati fatti negli anni, sanciti da sentenze. Lo ha detto il procuratore di Milano Francesco Greco in una conferenza stampa. Finora Battisti si era sempre professato innocente.

Per Greco, le sue parole fanno “giustizia di tante polemiche che ci sono state in questi anni”, rendono “onore alle forze dell’ordine e alla magistratura di Milano” e fanno “chiarezza su un gruppo, i Pac, che ha agito dalla fine degli anni ’70 in modo efferato”.  Un “riconoscimento importantissimo al lavoro dei magistrati, una sorta di ‘onore delle armi’ per chi lo ha inquisito – ha commentato  Nobili -. Qua non si tratta di una collaborazione con la giustizia, ma di importantissime ammissioni arrivate da un ‘irriducibile’ che ha barato per 37 anni e si è reso latitante, dichiarando di essere innocente e di essere un perseguitato politico”.

LE SCUSE – L’ex membro dei Proletari armati per il comunismo, arrestato in Bolivia 37 anni dopo la fuga dal carcere ed estradato in Italia, ha anche chiesto scusa per il dolore provocato alle famiglie delle vittime (“mi rendo conto del male che ho fatto”).  “Quella di Cesare Battisti è stata una sorta di dissociazione da quella che all’epoca riteneva una guerra giusta”, hanno chiarito Greco e Nobili. Le ammissioni di Battisti riguardano solo le sue azioni: “Non farò il nome di altri”, avrebbe detto a Nobili. Non è solo la prima ammissione di Battisti, ma anche la sua prima deposizione in assoluto su quei fatti, “dato che quando venne emesso l’ordine di cattura per gli omicidi lui era già latitante”, ha spiegato il magistrato.

GLI OMICIDI – Battisti, 63 anni, è stato condannato in via definitiva per quattro omicidi, due commessi materialmente, due in concorso: quello del maresciallo degli agenti di custodia Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno 1978, quello del gioielliere Pierluigi Torregiani e del commerciante Lino Sabbadin, che militava nel Msi, uccisi entrambi da gruppi dei Pac il 16 febbraio 1979, il primo a Milano e il secondo a Mestre; e quello dell’agente della Digos Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978.

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