Aveva appena macellato un cervo, denunciato un bracconiere di Capoterra

Fermato dopo una fuga un artigiano di Capoterra, capo di una compagnia di caccia grossa. Nell’auto e nel frigo di casa sua i resti di due cervi e strumenti illeciti di cattura. L’uomo è stato denunciato

La denuncia di una persona, il sequestro di due esemplari di Cervo Sardo, vari strumenti di cattura, munizioni  e un’auto, costituiscono il bilancio di un’operazione antibracconaggio condotta dal personale della stazione di Uta con il supporto del Nucleo Investigativo dell’Ispettorato Forestale di Cagliari.

I fatti. Giovedì 19 novembre, giorno di caccia, il personale della stazione di Uta  in servizio di controllo  nella zona del Parco Naturale Regionale di Gutturu Mannu  in località Spagnolu a Sarroch, ha ritrovato gli scarti di macellazione  di un esemplare di Cervo Sardo.

Considerato che dalle condizioni del materiale individuato risultava che l’abbattimento fosse appena accaduto, si è proceduto ad avviare immediate ricerche e istituire posti controllo  nelle vie di accesso al  Parco di Gutturu Mannu.

Intorno alle ore 19  veniva intercettato un veicolo di un potenziale sospetto, il quale alla vista del fuoristrada con l’effige del Corpo Forestale si dava a precipitosa fuga ad alta velocità. Tuttavia il fuggitivo bloccato nella Strada provinciale all’ingresso di Capoterra.

Al controllo  dell’auto si rivenivano 3 zaini con i resti sezionati  di un cervo Sardo,  corrispondente ai residui ritrovati poco prima nel parco di Gutturu Mannu.

Al bracconiere, S.P. 54 anni  artigiano di Capoterra, il quale ha il ruolo di capo di una compagnia di caccia grossa, è stata  contestata  la  cattura e la detenzione di  un Cervo Sardo, specie non cacciabile  e particolarmente protetta, animale simbolo del Parco Naturale di Gutturu Mannu.

La successiva perquisizione  ha permesso di rinvenire anche i resti conservati in frigo di un ulteriore cervo  sardo, oltre che strumenti illeciti di cattura (cavetti in acciaio, nonché munizioni  che l’uomo  non poteva detenere non essendo titolare di porto d’arma  perché pregiudicato).

Al bracconiere è stato contestato anche il reato di resistenza a pubblico ufficiale e la sua auto è stata sottoposta a sequestro  perché sprovvista di assicurazione.

La caccia a specie protetta e caccia in zona vietata (Parco Regionale) è sanzionata con pene sino ad un anno  di reclusione.

L’operazione portata a termine con successo   si inquadra nell’attività istituzionale  operata dal Corpo Forestale e di in particolare nell’obiettivo di tutela della biodiversità nelle aree protette, recentemente impartito al Corpo Forestale dall’Assessore Regionale della Difesa dell’Ambiente Gianni Lampis.


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