Castiadas, ecco i primi trenta cani abilitati per il monitoraggio della fauna selvatica

I primi esemplari, in questo caso perfettamente addestrati per il monitoraggio della beccaccia, sono frutto della convenzione quadriennale siglata tra l’assessorato regionale della Difesa dell’ambiente ed Enci

Grazie agli esiti molto positivi delle prove, sono una trentina i cani da ferma abilitati, oggi a Castiadas, per il monitoraggio della fauna selvatica della Sardegna. I primi esemplari, in questo caso perfettamente addestrati per il monitoraggio della beccaccia, sono frutto della convenzione quadriennale siglata tra l’assessorato regionale della Difesa dell’ambiente ed Enci, l’Ente nazionale della cinofilia italiana con la preziosa collaborazione del centro studi Beccaccia della Sardegna. Tutti i prossimi corsi saranno finalizzati ad abilitare i cani  a svolgere il delicatissimo compito di monitoraggio della fauna selvatica, anche a caccia chiusa. Il monitoraggio della beccaccia con cane da ferma ha rappresentato il primo progetto che ha permesso di abilitare i primi 30 cacciatori a seguito di un corso intensivo con esame finale e oggi, grazie proprio alla convenzione con l’Enci e alla collaborazione del CSB Sardegna anche dei loro validissimi cani.
Queste sono le prime sessioni di brevetti per abilitare i cani al monitoraggio della beccaccia ma partiranno anche quelli per la Pernice sarda con il coinvolgimento dei cacciatori. Un altro obiettivo è la formazione di unità cinofile idonee ad intervenire nella gestione della specie cinghiale con la tecnica della girata mediante l’ausilio di cani limieri, che potranno dare un contributo  molto utile anche per le attività di depopolamento del cinghiale.
REGIONE. Il protocollo sancisce infatti una collaborazione nell’ambito della specializzazione e impiego di unità cinofile in ambito faunistico venatorio e in altri ambiti di rilevanza sociale e di pubblica utilità che consente anche la valorizzazione di alcune aree del territorio regionale da destinare allo svolgimento di attività cinotecniche e verifiche zootecniche in ambiti di particolare qualità.
ENCI. Per Dino Muto, presidente dell’Ente nazionale della cinofilia italiana anche l’isola sposa un metodo riuscito in altre regioni: “Sono molto soddisfatto di questo accordo con cui anche una Regione con un patrimonio faunistico così importante e prezioso come la Sardegna, sposa una progettualità e strategia che Enci ha già condiviso in altre realtà del territorio. Negli ultimi anni Enci ha riversato grande attenzione alla tematica del monitoraggio, gestione e conservazione della fauna selvatica mediante l’ausilio dei cani, attraverso collaborazioni dirette con le Amministrazioni regionali, e i progetti realizzati fino ad oggi non hanno fatto che confermare che questo tipo di impegno  rappresenta, assieme alle verifiche zootecniche, uno sbocco naturale di valorizzazione dell’attività di selezione ed allevamento del cane”.
Tutti gli avvisi per i corsi (tra cui quelli per pernice e cinghiale) saranno pubblicati sul sito istituzionale della Regione.


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