Caso Valentina Pitzalis, si riapre l’inchiesta con nuove verità

Su “Nera e Dintorni” parte l’inchiesta con documenti inediti sul caso della giovane di Carbonia sfigurata col fuoco dal marito, che poi morì nell’incendio. 

“Immaginate di essere una ragazza di 27 anni e di esservi innamorata dell’uomo sbagliato. Immaginate si, di averlo amato, in modo assoluto. Immaginate di aver lentamente accettato tutto in nome di quell’amore. Di aver sbagliato, consegnando la vostra vita nella mani di un uomo che l’ha trasformata in una sua proprietà. Immaginate che vi abbiano portato via lentamente la vostra vita privandovi piano di piano di ogni autonomia. Immaginatevi di aver accettato ogni gelosia, ogni paranoia, anche le più assurde e irreali” Immaginate a un certo punto di rompere con tutto questo. Di riprendere in mano la vostra essenza. Di tornare a studiare, uscire, lavorare. Vivere. Immaginate che l’uomo che avete amato vi chieda aiuto. Immaginate di accettare, perchè, nonostante tutto l’avete amato. E forse lo amate ancora. Immaginate che un giorno quell’uomo che diceva di non poter vivere senza di voi, vi getti addosso della benzina e vi dia fuoco. Immaginate di bruciare vive. Immaginate che il vostro volto bruci. Le vostre  mani. Immaginate che le fiamme vi brucino dentro la bocca, la gola. E immaginate che chi vi ha dato alle fiamme muoia bruciato a sua volta”.

Con queste parole pubblicate su “Nera e Dintorni” si riapre il caso con le verità di  Valentina Pitzalis, aggredita e sfigurata nell’aprile del 2011 a Bacu Abis, dal marito Manuel Piredda che le diede fuoco e perse la vita a seguito dell’incendio che scaturì nell’abitazione. L’inchiesta come si legge sul sito nasce con l’intento di “fare chiarezza,  contro la massa di bugie ed inesattezze diffuse in questi anni con lo scopo di accreditare una verità alternativa a quella sancita dalla Giustizia, una verità  non sorretta da alcun elemento concreto. Un insieme di teoremi e supposizioni che hanno portato Valentina Pitzalis ad essere al centro di campagna di accuse e insulti.”

“Saranno pubblicati per la prima volta parte degli atti dell’inchiesta che sancì la responsabilità del Piredda e che venne archiviata per morte del reo dopo mesi di indagini. E molti documenti inediti, alcuni anche privati, “con una sola finalità, – scrive il giornalista Fabio Lobardi che ha seguito il caso fin dagli albori – che non è quella di dimostrare come siano andati i fatti. La finalità di questa inchiesta è quella di fare chiarezza. Di mettere fine alla ridda di inesattezze, congetture, bugie, omissioni, manipolazioni, che sono circolate in questi anni, provocando una costante aggressione nei confronti di Valentina Pitzalis, cioè una vittima di un tentato femminicidio. E’ la macchina del fango, dei costruttori di odio in azione, che trova sempre nel web una condizione di totale impunità.”

Sono infatti in molti coloro che sostengo il contrario, i sostenitori di Manuel Piredda capeggiati dalla madre: cioè che da vittima sia in realtà carnefice, e sostengono l’innocenza di Piredda.