“Casa affittata a Cagliari, non riesco a cacciare l’inquilino moroso e la sua compagna finita ai domiciliari”

Un appartamento dato solo per un mese in via Piave porta Cristina Serra, 62enne cagliaritana, a vivere un incubo: “Un affitto pagato, da 8 mesi vivono abusivamente un uomo e la sua compagna che sta scontando i domiciliari per una truffa da 65mila euro. Uno sfratto è già andato a vuoto, sto vivendo un incubo. Hanno anche buttato tutti i miei libri”


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Ha firmato un contratto “di un solo mese, ventotto giorni esatti” con un uomo che, una volta entrato nel suo appartamento di via Piave a Cagliari, non è mai più uscito. Dal primo febbraio scorso Cristina Serra, 62enne di Cagliari, sta vivendo un incubo. La donna, almeno per quanto riguarda la parte relativa alla morosità dell’uomo, è assistita dal legale Dario Masala: “È una situazione difficile. Chi è dentro la casa non paga da mesi e, inoltre, il giudice ha disposto i domiciliari la sua compagna, Barbara Fadda, per truffa”. La donna, a fine agosto, ha truffato un gioielliere per 65mila euro, e ha detto che abitava proprio nell’appartamento finito al centro del caso di morosità. “Venerdì prossimo ci sarà un nuovo tentativo di sfratto, non sappiamo come andrà”. E, se non dovesse andare a buon fine, “continueremo a rivolgerci alla giustizia, facendo nuovi esposti e producendo nuovi documenti”, prosegue il legale. La vicenda è molto intricata, e pesano le date: il primo febbraio c’è la stipula del contratto con l’uomo, un vigile del fuoco. A fine agosto la decisione del giudice nei confronti della compagna. E, inoltre, il decreto di sfratto per l’uomo proprio per non avere più pagato l’affitto.
“Ho visto solo la prima mensilità, poi una caparra, in tasca mi sono entrati solo 1600 euro. Per il resto, risulto morosa per quanto riguarda tutte le bollette, non ho fatto una voltura per ventotto giorni. Enel, acqua e gas sono a mio carico”, racconta Cristina Serra. “La compagna condannata ai domiciliari, come è stato appurato anche dall’ufficiale giudiziario durante il primo tentativo di sfratto, fallito, vive nella mia abitazione. È stato tutto studiato a tavolino, la coppia è conosciuta per fatti simili”. Una situazione spinosa, tra quattro giorni non c’è la certezza di riavere l’abitazione: “Mi sembra di vivere una situazione irreale, sto scoprendo sulla mia pelle come, invece, le cose possano andare in maniera diversa. Non so cosa possa fare un ufficiale giudiziario per mettere fuori da una casa una persona che è ai domiciliari”. Nelle ultime ore, la 62enne ha protocollato ai carabinieri anche una diffida: “Sabato scorso il figlio ha depositato dei bustoni pieni di immondezza in via Piave, tra i rifiuti ci sono anche i miei libri sardi. Hanno aperto una delle stanze alle quali non dovevano avere accesso, dove erano custoditi tutti i miei ricordi. Ho affittato una casa per ventotto giorni. Certo, sono stata un’ingenua ma non pensavo che un vigile del fuoco potesse arrivare a tanto, onestamente”.


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