Caro bollette, arriva il decreto del governo: 1,3 miliardi anche per la benzina ma solo ai bisognosi

Il decreto legge approvato in consiglio di ministri interviene solo su chi possidede la social card, mentre il cosiddetto ceto medio è ormnai sempre più in affanno


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Bonus sociale sulle bollette rafforzato con un contributo extra che sale con il numero dei figli, bonus benzina per chi è beneficiario della social card, oneri azzerati sul gas e iva al 5%, più sostegni per le imprese energivore. Sono qiesti i principali provvedimenti contro il carovita contenuti del decreto legge Energia approvato oggi dal consiglio dei ministri. Un pacchetto da 1 miliardo e 300 milioni per provare a soccorrere le famiglie più bisognoso in un momento fortemente critico.

Cambia invece volto la sanatoria sugli scontrini, fortemente contestata nei giorni scorsi: ci si potrà mettere in regola ricorrendo all’istituto del ravvedimento operoso. Un intervento, fanno sapere dall’esecutivo, che consentirà di salvare 50mila esercizi.

Il nuovo decreto energia varato in un consiglio dei ministri lampo, interviene in sostegno soprattutto delle famiglie in difficoltà. Al posto del bonus riscaldamento annunciato a marzo, si rafforza il bonus sociale destinato ai nuclei con Isee fino a 15mila euro: per i tre mesi da ottobre a dicembre riceveranno un contributo straordinario crescente in base al numero dei figli. Inoltre gli 1,3 milioni di nuclei (sempre con Isee massimo di 15mila euro) che hanno la social card ‘Dedicata a te’ potranno usarla oltre che per pagare i beni di prima necessità anche per fare benzina: un bonus di 80 euro a famiglia, con uno stanziamento complessivo di circa 100 milioni. Per il gas viene confermato l’azzeramento degli oneri di sistema e l’Iva agevolata al 5%. Arriva il rifinanziamento del bonus trasporti per acquistare l’abbonamento dei mezzi pubblici.

Novità sono in arrivo anche sul contestato fronte del superbonus.

 

Ma i provvedimenti del governo sono rivolti esclusivamente al ceto più debole, mentre nessuna misura è prevista per il cosiddetto ceto medio, sempre più in difficoltà e in affanno perché strozzato da un carovita diventato insostenibile.

 


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