Caritas: “Sos nuovi poveri, serve un reddito minimo di mantenimento”

Lanciato l’allarme indigenti in Sardegna


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Allarme indigenti in Sardegna, nell’isola un terzo della popolazione vive in condizioni di povertà. Il dato emerge dal 37esimo Convegno nazionale della Caritas “Con il Vangelo nelle periferie esistenziali”, in corso di svolgimento a Quartu Sant’Elena. Secondo don Marco Lai, responsabile regionale della Caritas “a soffrirne di più sono le città dove non c’è l’alternativa del lavoro nelle campagne, come invece accade nei piccoli paesi. La politica deve intervenire con un reddito minimo di mantenimento riconosciuto ormai in tutta Europa, ciò non toglie che ciascuno deve darsi da fare per migliorare il proprio futuro”.

Dati allarmanti quelli emersi dal rapporto della Caritas, come sottolineato al Convegno nazionale di Quartu dove sono presenti i direttori e gli operatori delle 220 Caritas diocesane di tutta Italia. Addirittura il 25 per cento della popolazione europea è a rischio povertà.  “E’ un momento di grande difficoltà anche per la nostra isola – ha sottolineato don Lai – ma non dobbiamo arrenderci, anzi sollevare lo sguardo aprendo le nostre prospettive verso l’Italia e l’Europa e, in generale, verso il Mediterraneo. Non dobbiamo pensare solo all’assistenza, bisogna investire nell’housing sociale, che e’ una priorità assoluta. Sicuramente l’Iglesiente è la zona della Sardegna che più soffre, ma a Cagliari non si sta meglio: ci sono persone che non possono mangiare, sotto sfratto o senza fissa dimora, dove i nuovi poveri sono i divorziati e separati. E’ uno scenario triste, fatto di gente che dorme in auto e il giorno dopo va al lavoro in giacca e cravatta”.


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