Cappellacci punta al bis e porta in Fiera 2000 persone

Il governatore uscente presenta il programma, elenca i risultati raggiunti, lancia la sfida ai suoi avversari e detta le sue priorità: zona franca, trasporti, lavoro e poi energia rinnovabile e lotta contro “lo Stato patrigno” e l’Europa di burocrati e banche.  


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La gara dei numeri con i suoi principali avversari per ora l’ha vinta lui: Ugo Cappellacci, governatore uscente e ricandidato con il centrodestra per la ri-conquista di Villa  Devoto, ha aperto la sua campagna elettorale alla Fiera di Cagliari davanti a oltre duemila persone. Stracolma la sala inizialmente affittata da 900 posti, tanto che è stato necessario occupare anche quella affianco all’ultimo momento, ma molta gente è comunque rimasta in piedi. Anche il clima era decisamente più da campagna elettorale rispetto a quello sobrio e misurato respirato nelle convention di Francesco Pigliaru e Michela Murgia: musica (Tazenda), luci, colore, video, bandiere e un bel po’ di emozione. Fra i gadget distribuiti all’ingresso magliette, spille, cover per iphone e penne, oltre alle gigantografie con il logo “Qui. Ora” in rosso e azzurro e la scritta “Sardegna zona franca d’Europa”. Il presidente ha parlato per un’ora e 19 minuti di fila, in giacca e cravatta grigio fumo, camicia bianca e grande emozione davanti ai sostenitori e ai rappresentanti delle 7 liste che lo sostengono (Forza Italia, Udc, Riformatori, Fratelli d’Italia, Uds, Psd’Az, Movimento Zona Franca). “Faremo diventare la Sardegna la prima zona franca d’Europa e non è vero che un’impresa impossibile – dice Cappellacci che è stato interrotto da oltre ottanta applausi – Ci prenderemo il controllo della continuità marittima e lotteremo contro lo Stato patrigno che ci nega persino i soldi per l’alluvione – dei 600 promessi ne sono arrivati solo 150 di cui solo 50 spendibili subito – e contro l’Europa delle banche e dei burocrati. Continueremo a lavorare per le agevolazioni sul credito e l’energia pulita e rinnovabile, e punteremo sui nostri prodotti d’eccellenza per far ripartire l’economia e parlo di formaggi, carni, olio, vino e grano”.

Non sono mancate le frecciate al veleno per la Murgia (“Secondo lei ci dovremmo sedere al tavolo con i signori del mare che abbiamo portato davanti all’Antitrust vincendo – ha detto Cappellacci – è una vergogna pensare di sedersi a un tavolo col signore dei mari Onorato”) e Pigliaru (“Ha detto di voler ripartire da dove Soru ha lasciato, Dio mio, i suoi bilanci sono stati disastrosi e le sue tasse sul lusso contestate dalla Corte Costituzionale”): “Non si può pensare alla Sardegna del futuro, perché per noi il futuro è oggi”. In chiusura, parata di tutti gli alleati (in prima fila c’erano tutti: da Salvatore Cicu a Settimo Nizzi, da Emilio Floris a Giorgio Oppi e l’inossidabile Carmelino Porcu, da Ignazio Artizzu a Michele Cossa) con il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Pietro Pittalis che ha urlato al microfono “Ugo per tutti, tutti per Ugo”, l’impegno chiesto dal sardista Giacomo Sanna (“Vogliamo il referendum consultivo sull’indipendenza della Sardegna e sono sicuro che lo faremo. Siamo di nuovo qui e non potevamo andare con chi ha tradito la democrazia rinnegando il risultato delle primarie”) e l’abbraccio con i tre figli – Giuseppe, Chiara e Margherita – chiamati sul palco. Poi, l’immancabile “Fortza Paris”. 


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