Cappellacci neoeletto e subito indagato: coinvolta anche la Zedda

Corruzione e peculato: sono le accuse formulate dai pm contro l’ex presidente della Regione che ieri ha conquistato il seggio a Montecitorio. Coinvolta anche Alessandra Zedda, neocapogruppo Fi in consiglio regionale e manager e commercialisti cagliaritani


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Corruzione e peculato. Sono le accuse formulate contro il neodeputato di Forza Italia Ugo Cappellacci, nell’ambito di un’indagine del tribunale cagliairtano che coinvolge anche la neocapogruppo Fi i  consiglio regionale Alessandra Zedda (all’epoca dei fatti contestati assessore regionale all’Industria) e diversi commercialisti e imprenditori e manager cagliaritani e dell’hinterland. Secondo quanto riporta L’Unione Sarda oggi in edicola, la tesi dei  pm cagliaritani Secci e Lecca (componenti del pool dei reati finanziari) sarebbe questa: una mazzetta da 80 mila euro (mascherata da “finanziamento soci” ad un’azienda costituita ad hoc) che l’ex presidente avrebbe ricevuto in cambio di pressioni politiche su assessori e commercialisti per agevolare un finanziamento pubblico da 750 mila euro destinato ad una società “priva dei requisiti” nell’ambito di un bando por destinato alle imprese innovative.

“Mi si dice che avrei fatto pressioni su assessori e funzionari: totalmente falso”, scrive Cappellacci nella propria pagina facebook, “mi si dice che avrei ottenuto in cambio un tornaconto economico con complesse articolazioni societarie: totalmente falso. Tutto totalmente privo di fondamento, in radice. La tangente di cui avrei beneficiato non esiste e non è mai esistita. Le persone che avrebbero messo in piedi questi artifici non le conosco e ne le ho mai conosciute. Sono estraneo a tutte le vicende descritte. Vengo chiamato in causa per aver comprato, alcuni anni dopo la cessazione dalla carica di presidente, quote societarie di una società da un collega. Quote societarie regolarmente pagate. Tutto questo per un vantaggio, inesistente, di 80.000 euro….. vergognoso solo pensarlo”.

Sul quotidiano di Santa Gilla la Zedda (accusata di peculato) ha negato ogni accusa: “né pressioni, né favori”. Nessuno degli indagati avrebbe ancora avuto comunicazione circa l’avviso di garanzia.

Tra gli indagati (corruzione) anche i commercialisti Piero Sanna Randaccio e Antonio Graziano Tilocca, Flavio Mallus, amministratore della “Fm Fabbricazioni metalliche” (truffa e peculato), Roberto Bonanni, manager e amministratore della società  “Zernike Meta Venture capital spa” (peculato), Fabio Sanna e Carlo Alberto Zualdi, rispettivamente amministratore delegato e liquidatore della “Fm” (bancarotta). Coinvolto, anche se in un ruolo ritenuto marginale, il commercialista Carlo Dessalvi.

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