Capoterra, Poggio dei Pini contro Abbanoa: rete idrica da salasso

Secondo uno studio dell’ingegner Andrea Lazzari, consigliere di amministrazione della Cooperativa, sarebbe imminente il pericolo di aumenti esorbitanti nella gestione del sistema idrico

di Vanessa Usai

Gli abitanti di Poggio dei Pini sul piede di guerra contro Abbanoa. Secondo uno studio dell’ingegner Andrea Lazzari, consigliere di amministrazione della cooperativa di Capoterra, sarebbe imminente il pericolo di aumenti esorbitanti nella gestione del sistema idrico.

L’elaborazione predisposta dal consigliere effettua una attenta e precisa simulazione dei costi a seconda del consumo annuale, con comparazione degli stessi rispetto alle tariffe attualmente in vigore. In una prima ipotesi viene simulata l’applicazione della tariffa del gestore unico Abbanoa: ciò comporterebbe, ad esempio, per un consumo annuo di 300 m3 (relativamente basso per la comunità di Poggio dei Pini) un aumento del 414%, con il costo che passerebbe dai 129,00 euro attuali ai 535,00 euro di Abbanoa. Analogamente, se il consumo fosse di 550 m3, il costo passerebbe da euro 495,00 ad euro 1446,00 (gli importi sono iva esclusa).

Qualora invece la cooperativa continuasse a gestire la rete idrica, alimentandosi però “a bocca di serbatoio” da parte di Abbanoa per mantenere invariato il fabbisogno idrico, il salasso per i soci sarebbe comunque significativo. Lo studio dell’ingegner Lazzari stima in euro 313.923,00 l’ulteriore esborso della Cooperativa, con costi per la fornitura dell’acqua “a bocca di serbatoio” che passerebbero pertanto dagli attuali 94.857,00 euro a ben 408.780,00 euro (fonte dati su consumi idrici effettivi 2017).

Per scongiurare questo scenario, la Cooperativa Poggio dei Pini ha indetto un’assemblea per sabato 24 marzo. “Appare evidente che dinanzi a questa previsione la nostra comunità non possa dividersi – afferma una nota pubblicata sul sito Insieme per Poggio – ma al contrario, come per il viadotto, debba restare unita e mobilitarsi”.