Capoterra, nessun pericolo da frana per la lottizzazione Monte Arbu

I proprietari sollecitano il Comune: “Ponga subito rimedio provvedendo tramite delibera consiliare”.


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Dopo la sentenza del Tar che da ragione ai cittadini, le rassicurazioni del sindaco Garau non bastano e ribadiscono: “Abbiamo una sentenza che pretendiamo venga rispettata e non vogliamo entrare in altre dinamiche di revisione del PUC che non ci riguardano”. La vicenda, che si protrae da anni, riguarda i terreni che, da lottizzabili, erano diventati agricoli per pericolo da frana, revocato, però, dopo un lungo iter giudiziario. 2 milioni di euro sono i denari con cui i proprietari devono essere risarciti dal Comune, ora amministrato da Beniamino Garau che, di recente, proprio a Casteddu Online, ha spiegato: “Conosco questa situazione come tante altre dal punto di vista urbanistico e, come sono sensibile ad altre realtà, lo sono anche per questa. La grande ingiustizia che questi cittadini hanno ricevuto da parte di istituzioni che erano ben lontane dalle vere esigenze dei cittadini, che sono genitori non di certo speculatori nel mondo dell’edilizia, devono ricavare da un lotto per un figlio, per un nipote, per la famiglia stessa, sono stati ignorati quando è stato redatto il piano urbanistico, con un piano di lottizzazione che, tra l’altro, era stato già approvato, quindi sarà mia premura intervenire. Stiamo procedendo, abbiamo già dato incarico a una società esterna per il Puc, per mettere apposto questa situazione e speriamo di portarla in consiglio il più presto possibile. L’iter è molto articolato, con la variazione del piano urbanistico comunale si sono aggrappati a motivazioni sterili per giustificare l’eliminazione di quell’area, come in passato hanno fatto con altre aree, inventandosi problemi inesistenti e saremo rapidi, per quanto ci compete, per ridare quello che gli spetta”. Non sono proprio d’accordo i proprietari, però, che affermano: “Ci rendiamo conto che dall’incontro avvenuto subito dopo Natale nulla di concreto è stato fatto e, cosa più sconcertante, non è cambiato il suo atteggiamento nei nostri confronti.

Continua, infatti, ad affermare e a far credere all’opinione pubblica che “l’iter è molto articolato” e da risolvere assieme a molti altri casi per cui necessiterebbe addirittura dell’intervento di una società esterna, (naturalmente a spese del Comune), che metta mano ad una revisione del PUC.

Questo non è il nostro caso”.

Tale condotta, tra l’altro, secondo i proprietari, “comporterebbe ulteriori lungaggini burocratiche non più accettabili da sopportare (dalla Sentenza, infatti, sono già trascorsi quasi cinque mesi) essendo stati vessati dalla pubblica amministrazione per ben otto anni sostenendo spese e cause giudiziarie.

 

Se è vero, come ha dichiarato che abbiamo subito una ingiustizia, cosa di cui ci permetta di dubitare dal momento che a differenza della Regione Sardegna ha inviato a Roma, per contrastarci, l’avvocato del Comune (ad ingiuste spese di tutti i cittadini Capoterresi), ebbene ponga subito rimedio provvedendo tramite delibera consiliare a ristabilire lo stato di diritto già riconosciutoci dalla Sentenza del Consiglio di Stato”. Sulla questione interviene anche il consigliere di minoranza Silvano Corda che spiega: “Il Consiglio di  Stato ha annullato i provvedimenti adottati dal Consiglio Comunale con la deliberazione n. 28 del 12/04/2016 perché illegittimi e  ne ha ordinato l’esecutività all’Autorità Amministrativa.

Pertanto, il sottoscritto, invita  il sindaco Garau e la sua maggioranza a prendere in esame, senza ulteriori ritardi, quanto disposto nella sentenza”.


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