Capoterra, esplode il caso rifiuti: “Tutti gli avvisi di accertamento ai cittadini sono illegittimi”

Lo sostiene il consigliere del Psd’Az Franco Magi, che con un lungo post su Fb analizza la situazione attuale sul caso Soget

Capoterra, esplode il caso rifiuti: “Tutti gli avvisi di accertamento ai cittadini sono illegittimi”. Lo sostiene il consigliere del Psd’Az Franco Magi, che con un lungo post su Fb analizza la situazione attuale sul caso Soget: “Le migliaia di avvisi di accertamento del tributo comunale TARES 2013 (tassa sui rifiuti), emanati nel 2018 per conto del Comune di Capoterra dalla società concessionaria Soget Spa (attualmente in fase di notifica agli “ignari” cittadini), sono completamente illegittimi- assicura Franco Magi- e rappresentano una grave e preoccupante “ritorsione” avente il solo scopo di “estorcere” ai cittadini ingenti somme assolutamente non dovute.
Aggravata peraltro dal fatto che la predetta società privata – contrariamente al Comune, il cui obiettivo è soltanto di perseguire l’equità tributaria – ha scopo di lucro, e pertanto più accerta, più incassa e più guadagna. La Soget Spa non ha provato alcun imbarazzo a generare dalla lontana Pescara ed inviare a Capoterra migliaia di accertamenti a tappeto, profittando della gente ed “accertando” superfici tassabili ben superiori a quanto previsto dal regolamento, basandosi sul presupposto (erroneo e fuorviante) della superficie catastale, che però comprende aree (locali di sgombero, sottotetti, terrazze, verande, pati etc…) espressamente esentate dal tributo sui rifiuti secondo il vigente regolamento IUC, ed applicando finanche inverosimili sanzioni per “infedele dichiarazione”, laddove la superficie era stata negli anni addietro formalmente accertata dallo stesso Comune di Capoterra!
Il Comune di Capoterra, che ha il dovere di essere equo e non di vessare i cittadini, deve immediatamente annullare in autotutela tutto il ruolo emesso, esattamente come ha già fatto nel 2016 quando è stato da me costretto ad annullare e riemettere tutto il ruolo idrico (circa 11.000 utenze); in tale circostanza l’ufficio tributi pretendeva, in violazione dello Statuto del contribuente, di applicare retroattivamente tariffe idriche superiori”.



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