Capoterra dice no al bullismo

Centinaia di giovani hanno riempito il palazzetto dello sport per parlare con professionisti e forze dell’ordine della pericolosità di questa piaga.

La cronaca ogni giorno racconta di episodi in cui persecuzioni, diffamazioni e prese in giro che, spesso, esplodono in atti drammatici da parte di chi compie questi atti o di chi li subisce. Un fenomeno preoccupante che non riguarda solo adolescenti e ragazzi bensì gli adulti che, anziché dare il buon esempio, si manifestano come delle vere e proprie miniere di crudeltà e cattiveria gratuita. Se per loro, forse, non c’è più speranza, per i ragazzini invece si: ed è così che per il secondo anno consecutivo la sesta commissione del Comune ha organizzato un incontro con gli studenti. “Un evento contro il bullismo –  ha spiegato Silvia Cabras – io ho fatto riferimento a quanto accaduto ai primi di dicembre, un evento che mi ha scossa come mamma, come consigliera e assistente sociale tanto è vero che, il giorno dopo, ho scritto una lunga mail alla presidente dell’ordine degli assistenti sociali della Sardegna, chiedendo che la nostra figura prendesse posizione davanti a questo fenomeno del bullismo”. Un ragazzino accoltellato alla gola da un suo coetaneo all’uscita da scuola, impossibile dimenticare il drammatico episodio avvenuto poco più di due mesi fa a Capoterra. L’appello da parte di Cabras è stato accolto, “ha accettato di venire all’incontro anche la garante dell’infanzia, i comandanti dei corpi delle forze che hanno dato un contributo incisivo, poiché queste figure, che vanno a fare rete, hanno detto quale è l’iter che si intraprende quando un minore è vittima o autore del reato. L’autorità giudiziaria segue una procedura ben precisa, il percorso viene effettuato anche con la famiglia per studiare e valutare la situazione. La colpa non è solo del minore”. Infatti molte sfumature vengono valutate e analizzate, compresa quella della crescita del ragazzo. “Bisogna capire come il minore arriva a quella fase, per comprendere con quali valori è arrivato all’adolescenza se è in grado di gestire questa delicata fase”.

Tanti gli aspetti analizzati: “Abbiamo visto tanta partecipazione da parte dei giovani che stanno lavorando a scuola su questo tema, alcuni di loro hanno letto frasi riguardanti il bullismo che nasce dove non c’è rispetto per gli altri e per se stessi, perché anche il bullo è problematico. Non solo la vittima, che è una persona fragile”.

Una nota stonata è stata notata da parte di Cabras: “Non ho visto i membri della minoranza e questo mi dispiace assai poiché innanzi a questi temi così importanti non esistono bandiere e, soprattutto, colori politici”.


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