Caos Brotzu, sos della Uil: “Procedimenti disciplinari verso gli operatori sanitari che esternano disagi e paure”

L’appello di Attilio Carta della Uil nei giorni choc del Coronavirus: “Sono altresì deprecabili le disposizioni atte ad attivare procedimenti disciplinari nei confronti degli Operatori che, spesso costretti a lavorare in assenza di “sicurezza” individuale e collettiva, inascoltati all’interno, osino esternare disagi e paure dovute al “pericoloso” contesto lavorativo, sia per loro che per i propri familiari. Col ricorso al “qui comando io”, oltre che scatenare nefasti conflitti giudiziali, non si va proprio da nessuna parte”


Per le ultime notizie entra nel nostro canale Whatsapp

Queste le parole del segretario della Uil Attilio Carta: “Dopo il parziale rientro dell’allarme dell’Urologia, e il nuovo caso emerso al pronto soccorso, sono d’obbligo alcune serie riflessioni da parte di tutti. Pur con l’auspicio che il tutto resti circoscritto e risolvibile con protocolli di “quarantena e sanificazione”, è da irresponsabili sottovalutarne la gravità in quanto trattasi, comunque, di persone e non di numeri. Con l’aggravante che gli Operatori Sanitari sono quotidianamente mandati allo sbaraglio e spesso senza la dovuta dotazione di idonei Dispositivi di Protezione Individuale. Sta riemergendo con forza tutta l’importanza che, anche in era tecnologica, hanno le risorse umane. Risorse che, per raggiungere realmente qualificati obbiettivi operativi e assistenziali, vanno però costantemente valorizzate, potenziate e adeguatamente motivate. Ma tutto ciò necessita di una sensibile e appropriata “comunicazione motivazionale”. Proprio quello che, ahimè, pare proprio mancare.Omettere la realtà, ancor più se trattasi della sicurezza di Lavoratori e cittadini, è l’esatto contrario della trasparenza. Non si risolvono i problemi, e tanto meno si raggiungono obiettivi assistenziali di qualità, ricorrendo ai soliti deleteri e demotivanti “ordini di servizio”, in quanto fortemente conflittuali. Sono altresì deprecabili le disposizioni atte ad attivare procedimenti disciplinari nei confronti degli Operatori che, spesso costretti a lavorare in assenza di “sicurezza” individuale e collettiva, inascoltati all’interno, osino esternare disagi e paure dovute al “pericoloso” contesto lavorativo, sia per loro che per i propri familiari. Col ricorso al “qui comando io”, oltre che scatenare nefasti conflitti giudiziali, non si va proprio da nessuna parte.

E c’è anche una via da seguire, una possibile ricetta contro l’emergenza, suggerita da Attilio Carta della Uil: “Il conflitto, si sa, è il peggior nemico dell’auspicata condivisa collegialità. Il dialogo e il coinvolgimento continuo di tutti i soggetti non sono sinonimi di “ lesa maestà o di debolezza, ma di forza. Spesso si confonde, infatti, l’autorevolezza con l’autoritarismo. Non capire, o ignorare, questi basilari principi di convivenza e corretta, quanto trasparente, gestione sanitaria è indice di palese inadeguatezza operativa da parte di chicchessia. Stante tutto ciò è auspicabile che, abbandonando ogni forma di autoritarismo, sotto qualsiasi forma esplicitato, ci si attivi con estrema urgenza per recuperare quella fiducia, serenità e autostima indispensabili a garantire un’adeguata risposta assistenziale in una grande realtà sanitaria come il Brotzu. A tal fine sarebbe certamente più utile un “sostegno psicologico professionale” per tutti gli operatori che ne avessero comunque bisogno E’ altresì un’emergenza, anch’essa improrogabile, garantire la continuità assistenziale disponendo, con assoluta priorità una:

  • tangibile accelerazione delle procedure delle stabilizzazioni;
  • proroga, per almeno dodici mesi, di tutti i contratti in scadenza imminente”.


In questo articolo: