Caos al Policlinico di Monserrato: “Pazienti ricoverati sopra le barelle negli anditi”

Criticità anche nel maxi ospedale frequentato, ogni giorno, da migliaia di sardi: “I pazienti vengono ricoverati fuori reparto, non è colpa del picco dell’influenza ma della mancanza di posti letto. Nessuno fa nulla”

Una situazione che, stando alla denuncia dei sindacati, è “sempre più critica, al Policlinico. Per mancanza di posti letto nei reparti, i pazienti, sempre più spesso vengono ricoverati fuori reparto di competenza oppure in barella, nelle medicherie o negli anditi”. A far esplodere la polemica il segretario aziendale dell’Anaao, Pietro Garau: “Da molti mesi, anche quando i posti letto sono esauriti, i pazienti continuano ad essere ricoverati dal pronto soccorso nei vari reparti di area medica e devono essere ospitati in posti letto dei reparti chirurgici o in ginecologia e, sempre più spesso, anche nelle medicherie e nei corridoi dei reparti. Questa situazione non è legata al picco influenzale, come i disinformati sostengono, ma alla drastica riduzione del numero di posti letto di area medica perpetuata dagli ultimi governi regionali”.

 

“Solo col trasferimento dei reparti di Medicina del San Giovanni di Dio a Monserrato, si sono persi più di 20 posti, nonostante quei Reparti facessero già ricorso ai ricoveri nei corridoi. Inoltre il passaggio a Monserrato ha aumentato, in maniera esponenziale, l’accesso al pronto soccorso della Aou per cui sembra non sia servito a nulla l’attivazione dell’Obi. Come facilmente intuibile, questa situazione crea enormi disagi ai pazienti, la maggiora parte di loro anziani, tra cui molti con patologie neoplastiche avanzate, ma anche agli infermieri e medici costretti a lavorare in continuo affanno perché in numero sproporzionato alle nuove esigenze assistenziali. La direzione medica e la direzione aziendale, informate e ripetutamente sollecitate ad intervenire, di fatto non sembrano in grado di risolvere il problema. Anche un incontro tra il direttore sanitario e la segreteria aziendale di Anaao non ha portato a nulla di concreto. Questa situazione comporta da un lato un aumento, esponenziale e inaccettabile, del rischio clinico e, dall’altro, una minore qualità assistenziale da cui i medici e, sicuramente anche gli infermieri e gli Oss, vogliono pubblicamente discostarsi”.