I camionisti a Cagliari travolti dalla solidarietà tra zeppole e malloreddus: “Il taglio di 15 centesimi sulla benzina è inutile”

Gli autotrasportatori e i pastori in trincea al porto ricevono dolci e una cena speciale, offerti da una pasticceria e un agriturismo. La battaglia al porto va avanti: “Benzina a 1,50, non ci sono alternative”

“Il taglio di 15 centesimi sulla benzina? È inutile, deve costare un euro e cinquanta al litro, non ci sono alternative”. Lo ripetono anche davanti a un piatto fumante di malloreddus alla campidanese, pane casereccio, ricotta mustia allo zafferano e vino cannonau, gli autotrasportatori e pastori sardi in trincea, ormai da quattro giorni, al porto di Cagliari in viale La Playa. La solidarietà libata travolgendo, nelle ultime ore hanno ricevuto in dono tanti vassoi di zeppole offerti dal titolare di una pasticceria di via Pergolesi, Giuseppe Vincis, e la cena, made in Sardegna, di Giuseppe Mereu, alla guida di un agriturismo di Assemini. Giorno dopo giorno tanti semplici cittadini stanno portando rifornimenti di cibo per dimostrare vicinanza ai lavoratori in lotta contro il gasolio alle stelle. Un presidio costante che durerà almeno sino a martedì prossimo, quando è previsto un altro incontro in Regione. In serata, il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno col quale si è impegnato il presidente Christian Solinas a intavolare una discussione urgente col Governo per trovare soluzioni per il caro carburante.

 

Ma da Roma, in contemporanea, arrivano novità che, però, non soddisfano i camionisti: domani il Governo dovrebbe tradurre in realtà il taglio del gasolio di 15 centesimi e la possibilità di rimborsi maggiorati sulle accise, come hanno preannunciato alcune sigle di autotrasportatori presenti all’ultimo incontro con la viceministra Teresa Bellanova subito dopo la firma del protocollo d’intesa. Ma per gli autotrasportatori sardi non è sicuramente la soluzione. Anzi, “è inutile”, come aveva anticipato proprio a Casteddu Online uno dei loro rappresentanti, Daniele Fanni. E il porto di Cagliari, il porto canale, gli altri scali marittimi e le zone industriali dell’Isola continuano ad essere presidiate dai tir.