Camerieri e chef per lavorare in Sardegna anche da Puglia e Campania: “Abbiamo esperienza, stipendio minimo di 1700 euro”

Sui social fioccano le richieste, anche di ultraquarantenni abituati a girare tra tavoli e cucine di ristoranti, hotel e villaggi. E disposti ad attraversare il mare. Nino Gennarelli, 46enne molisano: “Ventotto anni di carriera, so sporzionare pesce ed essere rapido nel servizio, parlo inglese e francese”. Fulvio Cascella, 43enne campano: “Esperienze a Bergamo, Milano e Como. Sono chef de rang, so vendere i miei piatti e trattare bene i clienti. La Sardegna mi affascina”

Ci sono gli imprenditori, molti, che si lamentano: “Non troviamo personale”. Il ritornello è identico anche nell’estate 2023 ormai alle porte, e un fondo di verità c’è: chi preferisce trascorrere a casa il tempo, grazie agli sgoccioli del reddito di cittadinanza già cancellato, dal 2024, da Giorgia Meloni, esiste, e non è certo una sparuta minoranza. Poi, però, c’è il resto di lavoratori, anche ultraquarantenni, non sardi, che sarebbero disposti ad attraversare il mare e lasciare i propri affetti sino all’autunno pur di lavorare in un albergo, ristorante o resort dell’isola al centro del Mediterraneo. Con uno stipendio adeguato alle loro capacità, beninteso, incluso vitto e alloggio. Sui social fioccano le proposte, anche in risposta a questo o quell’annuncio. Il terreno sembra essere fertile, insomma, anche per assunzioni last minute. Nino Gennarelli ha 46 anni ed è molisano. In tasca ha il diploma da ragioniere, “preso a 18 anni, ma da quando ne avevo sedici lavoravo nei ristoranti. Ho 46 anni e un’esperienza di ventisei anni nella ristorazione, parlo inglese e francese, so sporzionare grossi pesci davanti ai clienti ed essere veloce nel servizio, ho pratica anche nel settore bar”, spiega. “Non mi trovo bene con colleghe donne, negli ultimi due anni ho avuto vari problemi”. Preferenze a parte, l’intento di lavorare c’è tutto: “Chiedo almeno 1700 euro al mese, al di sotto di quella cifra non lavoro in estate”.
C’è poi Fulvio Cascella, abilissimo nel preparare gustosi piatti di pesce: “Sono il mio forte, faccio questo lavoro da venticinque anni”, afferma. Oggi di anni ne ha 43 ed è di Sarno, in Campania: “La Sardegna mi affascina, è un luogo dove non ho mai lavorato e quest’anno volevo tentarmela. Ho lavorato a Bergamo, Milano e ad Appiano Gentile, vicino Como, in un mega villaggio con piscina e ristorante. Lì mi davano 1850 euro al mese più vitto e alloggio, in Sardegna devono darmene ameno 1700. Si paga la qualità”, osserva, “sono uno chef de rang capace e tranquillo, che sa vendere i propri piatti alla clientela e che sa anche reggere per dieci turni consecutivi, dalle dieci alle 15 e dalle 18:30 a mezzanotte”. Sia Gennarelli che Cascella hanno lanciato le loro candidature sul web, da qualche settimana incrociano le dita e sperano di essere contattati da qualche imprenditore sardo disposto a pagarli almeno 1700 euro al mese.


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