Cambio cast per “Lo stesso mare”: in scena Monti ed Erba

Maria Amelia Monti e Edoardo Erba (al posto di Alessio Boni, costretto a sospendere la tournée per un grave problema di salute) a Nora per La Notte dei Poeti

Dialoghi a due voci per raccontare “Lo stesso mare” in un ideale viaggio lungo le sponde del Mediterraneo attraverso le parole dei poeti del Novecento, con incursioni nel Neoclassicismo e un omaggio a Emily Dickinson: l’attrice Maria Amelia Monti e il drammaturgo Edoardo Erba saranno protagonisti giovedì 27 luglio alle 20 al Teatro Romano di Nora – sotto le insegne del XXXV Festival La Notte dei Poeti organizzato dal CeDAC – al posto di Alessio Boni. L’artista lombardo – divo del grande e del piccolo schermo – ha dovuto interrompere la tournée estiva, a causa di un improvviso e grave problema di salute.

«Mi rammarico sinceramente con tutti voi, ho portato a termine spettacoli anche con 40 di febbre, ma questa volta la situazione è più delicata di quanto m’aspettassi, non riuscirei a parlare e respirare adeguatamente, purtroppo c’è un tempo per ogni cosa e ora devo adoperarmi con riposo e farmaci a sfiammare e a capire il perché di questa mia condizione, un abbraccio sincero a tutti e a prestissimo» si legge sulla pagina facebook di Alessio Boni. «Ringrazio tutti per l’affetto che mi state dimostrando, io sono già in ripresa, anche se mi devo riguardare e curare, ma conto di tornare al più presto tra di voi» promette l’artista ai suoi fans.

Sul palco dell’antico teatro di pietra, con il mare e il cielo al tramonto come fondale, Maria Amelia Monti Edoardo Erba – compagni nell’arte come nella vita – interpreteranno i versi di grandi maestri che hanno saputo raccontare le suggestioni del “mare nostrum” e l’anima dei popoli che abitano lungo la costa, sull’evocativacolonna sonora eseguita dal vivo da Simone Campa (voce e percussioni), Celeste Gugliandolo (voce) e Alessandra Osella (fisarmonica) tra inediti e arditi accostamenti e felici contaminazioni tra differenti generi e stili e culture musicali.

Una performance interessante e coinvolgente che guarda ai poeti come fonte di ispirazione per leggere e interpretare la realtà, seguendo un itinerario attraverso le passioni e le segrete inquietudini, i desideri e i sogni delle donne e degli uomini che abitano sulle coste dell’antico “mare nostrum”, quasi un “diario di bordo”, una narrazione in versi (e in prosa) da cui affiorano gli echi e i suoni, le luci e i colori, i profumi, i paesaggi e le arcane architetture delle città affacciate sulla distesa d’acqua, che è insieme strada e confine tra la Sardegna e il resto del mondo.

Tra le antiche gradinate di pietra nel cuore della “città sommersa” riecheggeranno le poesie di Giuseppe Ungaretti e Eugenio Montale, Aldo Palazzeschi, Umberto Saba e Salvatore Quasimodo accanto ai sonetti di Ugo Foscolo e alle liriche immaginifiche di Gabriele D’Annunzio, e ancora le parole evocative, a tratti struggenti e velate di sottile malinconia, ma anche soavi e consolatrici di Federico García Lorca, Charles Baudelaire e Ferdinando Pessoa, Emily Dickinson, Jorge Luis Borges e Nazim Hikmet.

Il periplo immaginario prosegue fino alla Grecia di Konstantinos Kavafis e Adonis e degli antichi poeti ellenici, poi spazio ai versi del grande poeta palestinese Mahmoud Darwish e alle architetture fantastiche delle “città invisibili” di Italo Calvino – mentre risuonano le canzoni di Franco Battiato e Gianmaria Testa, di Rosa Balistreri, Dulce Pontes e Goran Bregović accanto alle musiche tradizionali del Sud Italia, della Turchia e del Medio Oriente.


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