Cagliari, universitari in trincea: “Vogliamo gli appelli ad agosto e la riapertura totale delle biblioteche”

Emergenza Coronavirus un po’ affievolita, gli studenti tornano alla carica e chiedono all’Università di ripartire: “Appelli annullati e problemi con internet, sì agli esami in presenza. I panini d’asporto nelle mense? Qualcosa di grottesco”

 

Gli universitari tornano alla carica, a Cagliari, e chiedono all’Università di ripartire totalmente dopo i mesi di lockdown. Da marzo in avanti, gli studenti sono stati alle prese con esami e interrogazioni via internet e appelli da prenotare, sperando poi che reggesse la connessione. Oggi, una cinquantina di loro, si sono ritrovati sotto il rettorato, scandendo slogan contro la rettrice Maria Del Zompo, “ha continuato a frequentare trasmissioni e rilasciare interviste per diffondere una visione idilliaca di come avrebbe gestito l’emergenza sanitaria, ma è stato l’esatto opposto”, e chiedendo, a gran voce, di riaprire biblioteche e ripartire con gli esami, prevedendo una sessione extra anche ad agosto: “In molti corsi si è perso l’appello di marzo o di aprile. In barba a chi diceva che fosse qualcosa di impossibile, ieri al Senato accademico abbiamo avuto conferma che il Rettore ha rimosso il vincolo che impediva ai docenti di consentire gli esami in questo mese. Non siamo soddisfatti. La scelta di esaminare ad agosto rimane una scelta libera del docente, e siamo già venuti a sapere di professori che nelle ultime ore si stanno mettendo di traverso, pur essendocene altri che hanno accolto favorevolmente la nostra richiesta”, spiegano dall’associazione Reset Unica.

 

Ancora, le biblioteche, “tenerle aperte esclusivamente al mattino è uno schiaffo morale nei confronti di chiunque lavori di notte o di mattina” e gli esami dal vivo e non attraverso pc, perchè “il numero di segnalazioni che abbiamo ricevuto negli ultimi mesi è folle, sia di abusi da parte di alcuni professori, sia di appelli annullati per malfunzionamenti della linea internet o delle piattaforme. Esiste già un protocollo per consentire lo svolgimento degli scritti in presenza, che fatte salve rarissime eccezioni non viene applicato”. Gli studenti hanno anche attaccato le nuove scelte “culinarie” dell’Ersu: “Vendere panini d’asporto nelle mense universitarie? Scelta grottesca”.


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