Cagliari, tutte le voci del sì al referendum anti trivelle

“Cancelliamo la norma che consente alle società petrolifere di estrarre gas e petrolio nelle nostre coste”

Sembra una vera e propria coincidenza, ma a sei anni di distanza dal disastro ambientale più grave della storia avvenuto nel golfo del Messico, a causa dell’esplosione di una piattaforma petrolifera inglese, ci si interroga se continuare a sfruttare i fondali del Mare nostrum, mare che é stato posto sotto i riflettori in passato  per quanto riguarda una direttiva dll’Unione Europea che prevede lo sviluppo sostenibile con energie rinnovabili e non fossili.  

Il 17 Aprile prossimo si terrà un referendum popolare, ovvero un referendum abrogativo per far sì che le Trivelle  abbandonino le postazioni esistenti nel mare a 12 miglia di distanza dalla costa italiana. La proposta, per far sì che venga approvata, deve avere almeno il 50% dei votanti e che la maggioranza dei cittadini voti con un “SI”. A tale referendum potranno votare anche gli italiani residenti all’estero. 

Lelio Lecis, Direttore artistico Teatro Akròama, spiega:  “Un pensiero di buon senso, il Mar  Mediterraneo è un grande lago, con due ingressi, uno di entrata e uno di uscita. I cittadini devono scendere in campo, ma un problema che io sento è che in Italia venga impedito il massacro dei nostri mari e bisognerebbe impedire di avvelenarlo, poiché le risorse che il mare offre sono il  nostro presente e il nostro futuro”. 

Con questo referendum si chiede di cancellare la norma che consente alle società petrolifere di estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia dalle coste italiane senza limiti di tempo. Con l’abrogazione di tale norma infatti, le società petrolifere, in futuro,  non potranno più richiedere concessioni per estrarre gas e petrolio. Ad esempio, votando “NO” una società petrolifera avendo ottenuto una concessione nel 1996 può – in virtù di quella norma – estrarre fino a quando lo desidera; se dovesse vincere il “SI” le società petrolifere che hanno ottenuto le concessioni nel 1996 potranno estrarre gas e petrolio fino al 2026 per poi abbandonare la postazione.  

Per quanto concerne i posti di lavoro, non ci sarebbe  questo pericolo poiché l’aumento delle estrazioni nei nostri mari non sono direttamente connesse al soddisfacimento del fabbisogno energetico nazionale, ma  lo Stato dà in concessione a società private straniere la possibilità di sfruttare i giacimenti esistenti.  

Giorgio Vargiu, ADICONSUM: “ Il governo ha fatto di tutto per boicottare questo referendum, questo significa decidere per la salute di tutti i cittadini. Stiamo lavorando non con poche difficoltà, bisogna informare le persone, perché un cittadino informato è un cittadino consapevole. Non avendo avuto il tempo di raccogliere le risorse, abbiamo fatto una campagna senza denaro, facendo parlare direttamente i cittadini. Persone dello  spettacolo, dello sport e della televisione, hanno fatto dei piccoli video per diffondere le informazioni riguardanti questo referendum. Il mio appello è quello di ANDARE A VOTARE”. 

Se il mare è una ricchezza di biodiversità, si dovrebbe lavorare affinché questo biodiversità venga protetta, che la coscienza di ognuno  porti a fare la scelta più consona.    

 


In questo articolo: