Cagliari tra illusioni e sprechi: la Città delle imprese è fantasma

Il progetto, inaugurato nel 2008 dalla Giunta Floris, era costato circa 500 mila euro e avrebbe dovuto sostenere lo sviluppo economico di tutta l’area vasta di Cagliari insegnando la cultura imprenditoriale agli studenti delle superiori e dell’Università. Ma è stata smantellata

di Alessandro Zorco
 

Quattro pilastri semidistrutti dai vandali, sistemati agli ingressi del parco dell’ex Vetreria di Pirri, indicano quello che sarebbe dovuto diventare – nelle intenzioni dell’amministrazione cagliaritana – uno dei principali volani dell’economia : la Città dell’impresa. Negli spaziosi locali dell’ex Distilleria, in via Ampère, il Comune di Cagliari in collaborazione con il Bic Sardegna aveva creato un innovativo incubatore di imprese per i giovani studenti offrendo ai ragazzi cagliaritani i servizi necessari per l’avvio e lo sviluppo di un’attività imprenditoriale, con tanto di percorso interattivo multimediale e centro di formazione.

L’innovativo progetto – annunciato in pompa magna dal Comune di Cagliari nel lontano 19 aprile 2008– era costato circa 500 mila euro provenienti dal Piano straordinario del lavoro e avrebbe dovuto dare impulso allo sviluppo economico dell’intera area vasta di Cagliari.

La struttura – oltre mille metri quadrati di superficie immersi nel verde – era divisa in tre sezioni: la “fabbrica dell’impresa” dove gli esperti del Bic Sardegna avrebbero dovuto dare ai ragazzi cagliaritani, studenti delle superiori e universitari, le informazioni necessarie per sviluppare un progetto imprenditoriale. C’era poi un percorso multimediale in cui potevano essere studiati i segreti di sei imprese sarde che avevano avuto successo e, infine, una “scuola d’impresa” dove gli studenti seguivano brevi corsi d’orientamento per entrare nel mondo dell’imprenditoria o comunque per entrare nel mercato del lavoro.

La Città dell’impresa, nelle intenzioni del Comune di Cagliari, doveva essere un fiore all’occhiello, un’occasione di sviluppo per la città, il punto di incontro ideale tra le aziende, i giovani in cerca di lavoro e le università sarde che avrebbe dovuto dare molte opportunità ai ragazzi sardi, tradizionalmente costretti ad abbandonare la nostra regione in cerca di lavoro e formazione.

Stando alle dichiarazioni dei rappresentanti comunali di allora – il sindaco era Emilio Floris e l’assessore alla Programmazione era Ugo Cappellacci – la Città dell’impresa avrebbe dovuto stipulare una serie di collaborazioni con le più prestigiose università italiane per diventare un centro di eccellenza per la formazione di giovani imprenditori che avrebbero potuto acquisire competenze e specializzazioni in loco senza essere costretti ad onerosi master nella Penisola o all’estero.

L’anno successivo, il 22 aprile 2009, era stato addirittura costituito nella sede dell’ex Distilleria anche il comitato Città dell’impresa, associazione che avrebbe dovuto promuovere e attuare il progetto comunale attraverso la “diffusione generalizzata, a partire dalla scuola dell’infanzia, di attitudini, atteggiamenti e comportamenti positivi a favore della cultura d’impresa, dell’imprenditorialità, della creatività, dell’innovazione e della conoscenza”.  

Ma oggi, a quasi sette anni di distanza dal taglio del nastro, cosa rimane della Città dell’impresa? Quanti posti di lavoro sono stati creati? Cosa resta di quel progetto ambizioso finanziato con i fondi del Piano straordinario del lavoro per cui sono state fatte tante battaglie in Consiglio regionale?

Praticamente nulla. Non si sa per quale motivo la Città dell’impresa è stata smantellata e ora nell’ex Distilleria sono stati trasferiti gli uffici del Servizio Toponomastica del Comune di Cagliari.

Difficile avere informazioni, anche perché il telefono del comitato Città dell’impresa, che avrebbe dovuto vigilare sull’attuazione del progetto, ormai squilla desolatamente a vuoto.

I pilastri colorati ai quattro lati del parco indicano ancora quel percorso ambizioso lastricato di buone intenzioni, anche se i vandali stanno facendo di tutto per distruggerli definitivamente.

Anche il grande pannello regalato da Maria Lai, che in quel lontano 2008 era stato sistemato sulla facciata dell’ex Distilleria quasi a tenere simbolicamente a battesimo la futurista Città dell’impresa, da qualche anno è stato inspiegabilmente rimosso. Come dimostrano alcune fotografie scattate qualche anno fa, è rimasto per un po’ abbandonato per terra e poi è sparito del tutto: una mancanza di rispetto inqualificabile per l’artista di Ulassai.

Resta il bel parco verde dove tanti pirresi vanno a fare una passeggiata. Restano i giochi in legno dove i genitori portano a giocare i loro bambini dopo la scuola. Restano i gazebo, con le vele e un accogliente baretto dove nei giorni di sole si può andare a prendere un buon caffè. E restano anche la promessa fatta ai giovani cagliaritani che il Comune di Cagliari non ha saputo mantenere e l’ennesimo spreco di risorse pubbliche che sarebbero dovute servire a creare sviluppo e posti di lavoro, invece sono state letteralmente buttate.

 


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