Cagliari, Storari una certezza: a Trapani para tutto. Deiola sardo doc

Il punto di Nino Nonnis su passato, presente e futuro del Cagliari di Rastelli

di Nino Nonnis

Ogni inizio di campionato abbiamo la curiosità di vedere all’opera i nuovi. L’anno scorso ne avevamo una caterva. Pensavamo che Zeman li avrebbe trasformati dicendogli di passare il pallone di prima. In serie A i tempi si allungano e rischi di mostrare i difetti prima dei pregi. Longo merita un discorso a parte: lui ha bisogno almeno di una decina d’anni, l’Inter ce lo ha concesso perché aveva paura che esplodesse. Avelar ha avuto sin troppa considerazione, purtroppo ha la residenza in difesa ma vive all’estero. Farias ha sempre fatto la riserva, Capello ce l’abbiamo ancora, utile solo nel caso che debba sostituire Rastelli.
In B le pretese sono minori, anche se una squadra come il Cagliari dovrebbe costruire in prospettive a medio termine, pensando a una futura e immediata serie A. Storari è la risoluzione di un vecchio problema, dal tempo di Agazzi, che certa critica voleva in nazionale. Va bene non tifare Italia, ma non in questo modo. A Trapani ha parato 3 rigori, il tanto giusto si potrebbe dire. In più è anche uno che dirige la difesa, si fa ascoltare, dà sicurezza, esce sulle palle alte. Deiola mi ha fatto buona impressione, mostra buona personalità, anche fisica, e possiede una dote che gli anni passati latitava. Ha il tiro da fuori, preciso, immediato e la mette dentro. Quando tirava Cossu, giocatore che stimo, il portiere si preparava al passaggio. Farias segna solo nell’area piccola. Deiola è sardo, del vivaio, il massimo. Non solo è stato scoperto, ma è stato reinventato da Rastelli, un grande merito. La squadra sta costruendo  una sua solidità, con un buon giropalla e una consistente animosità, la nota dolente dell’anno scorso. Donsah lo lascerei andare dove lo portano i polmoni, anche se so che l’aiuto magazziniere deve andare in pensione. Nel caso, per non fare il viaggio da solo, unirei a lui Farias, che mi pare scalpiti di più senza la palla e abbia una esagerata considerazione di sé. Oppure fallo giocare ogni sette partite, tanto quella è la sua cadenza e quindi la sua incidenza.


In questo articolo: