Cagliari, da La Gobbetta a Chent’Annos: spuntano i cartelli affittasi nei ristoranti della Marina

Gli incassi spazzati via dal Covid, in alcuni casi, ma c’è anche chi si è messo in stand-by sperando di poter dare il locale in gestione. Nel rione che era il simbolo di tavolate e allegria le serrande abbassate non mancano, anche nei ristoranti storici.

L’abitudine, triste, era vederli appesi nei negozi di abbigliamento o di bigiotteria del centro. Invece, i cartelli affittasi, negli ultimi due anni, sono comparsi anche nel rione cagliaritano della Marina, meta sicura per chi vuole mangiare un piatto di spaghetti con le arselle o una bistecca di manzo. E le serrande sono quelle dei ristoranti. C’è un mix tra crisi legata al Covid e voglia di staccare la spina dopo decenni trascorsi a mandare avanti l’attività. E la caccia ai possibili futuri gestori va avanti, non sempre senza grandi risultati. L’ultimissimo caso, cronologicamente parlando, riguarda La Gobbetta, ristorante storico di via Sardegna, aperto nel 1947 e gestito, negli ultimi trentun anni, da Piero Luigi Monni: “Ho deciso di cederlo e darlo in gestione”.
La serranda principale è abbassata dal mese di dicembre: “Certo, la crisi ha riguardato tutti i settori, dopo tanti anni sono stanco e ho già dato”. Ma la situazione non è comunque tragica: “Il mio locale non può morire visto che ha avuto una buona gestione, ha più di cento posti a sedere, tra dentro e fuori”. Il cartello affittasi c’è “da venerdì scorso”, spiega il ristoratore cinquantasettenne. “È un ristorante ambito, ho deciso di mettermi in stand-by. Spero che qualcuno lo prenda, in caso contrario riaprirò per l’estate, il ristorante è arredato”. Una scelta, comunque, che non ha precedenti. Il prezzo dell’affitto? Il ristoratore si trincera dietro “le trattative da fare, non dico cifre al telefono”, ma è chiaro che si tratta di una richiesta a tre zeri. “Qualche richiesta è già arrivata”, taglia corto Monni. Insomma, non resta altro da fare che incrociare le dita.
A duecento metri di distanza in linea d’aria altri metri quadri vuoti. Stessa via, sino a meno di due anni fa c’era un ristorante. Oggi il cartello affittasi, contattando il numero si scopre che “i metri quadri sono trecento, il locale è semi arredato e l’affitto mensile è di 4500 euro”. Posizione centrale nel rione, sulla pagina Facebook della pizzeria-ristorante si scopre che i menù erano anche popolari: antipasto, primo e secondo di terra o di mare, nel 2019, era proposto a venti euro. Poi, con l’inizio della pandemia, il tentativo delle consegne a domicilio. A seguire, purtroppo, la chiusura. A poca distanza, intanto, continua a non avere un futuro la Locanda Margherita, aperta undici anni da Francesco Lai: chiusa dall’autunno del 2020, le vetrine sono sempre più polverose. E, in uno dei pochi locali a due piani della Marina, nessuno sinora ha pensato di voler fare un investimento per riaccendere i fornelli.