Cagliari, sos adolescenti a Mulinu Becciu: “Droga e alcol già a 11 anni, famiglie assenti” 

Dopo la scuola (per chi la frequenta) l’unica alternativa, in molti casi, è trascorrere il pomeriggio a zonzo. Da un anno i pedagogisti e gli educatori della coop “Io C’entro” cercano, in tutti i modi, di tutelare decine di minori: “Proponiamo attività di aggregazione ai ragazzi tra i cinque e i diciassette anni. Questo, purtroppo, è un rione con tante famiglie che vivono in difficoltà”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

La “curiosità” verso la prima sigaretta? “Già a undici anni, come per l’alcol”. Stesso discorso “per la droga, anche se non ne siamo partecipi di vicino, purtroppo sappiamo che l’estrema realtà è questa, soprattutto quando le famiglie sono poco presenti”. A fornire uno spaccato del rione di Mulinu Becciu tra ombre – ma anche luci, fortunatamente – è Cinzia Corsini, pedagogista e coordinatrice di “Io C’entro”, l’associazione che gestisce gli spazi di via Carpaccio. Da poco più di un anno, insieme a un team di educatori, sta cercando di far vivere dei pomeriggi “normali” a tanti minori: “Da noi vengono ogni giorno un centinaio di ragazzi e ragazze tra i cinque e i diciassette anni. Mulinu Becciu è un rione particolare, la dispersione scolastica è alta e c’è un forte disagio familiare legato a tante situazioni problematiche. Il quartiere, oltre a noi e alla chiesa e all’oratorio ‘Madonna della strada’, non offre alternative”. E tanti giovani, purtroppo, trascorrono molte ore “per la strada”. E il primo tiro di sigaretta avviene quando si va ancora alle scuole medie. Loro, pedagogisti ed educatori, si danno da fare ogni giorno.
E, con l’arrivo della bella stagione, hanno organizzato l’evento “Bipolare-Luci ed ombre”. Un progetto, rivolto ai giovani dai 14 ai trentacinque anni, che prevede la possibilità di cimentarsi facendo foto, disegnando fumetti, pitturando, creando illustrazioni, disegnando e promuovendo l’arte digitale: “È un modo anche per sensibilizzare i più giovani al tema della bipolarità”, afferma uno degli educatori, il 43enne Danilo Mascia, “ovviamente vogliamo anche far esprimere i ragazzi e le ragazze coinvolgendoli con l’arte”. All’iniziativa partecipa anche la Kiwanis, organizzazione mondiale che si occupa, tramite il volontariato, a “cambiare il mondo, un bambino ed una comunità alla volta”. Il suo responsabile per la Sardegna, Brunello Rasile, 59 anni, osserva che “un progetto simile è importantissimo, soprattutto per chi, come noi, crede all’importanza di certe iniziative. Il disturbo bipolare si manifesta prevalentemente nell’adolescenza”.