Cagliari, sit in sotto il Comune: “Sa Domu non si tocca”

“Il sindaco Zedda non ha mai pensato di sfrattarci”

Sit in sotto il Municipio dei giovani che da cinque mesi occupano la ex scuola media di via La Marmora 126. Una manifestazione pacifica contro la mozione presentata in Consiglio dai componenti del gruppo Cagliari Futura, Alessio Mereu e Gennaro Fuoco che chiedono lo sgombero immediato de Sa Domu. La discussione è stata rinviata alla prossima settimana. “Non c’è stata nessuna lamentela e nessuna richiesta di sfratto da parte del prefetto o del sindaco – spiega Enrico Puddu, portavoce dello studentato – quindi continueremo a rimanere lì e organizzare iniziative culturali e ricreative gratuite per il quartiere e per quanti vogliono partecipare”.

Oltre duecento giovani con striscioni e fischietti per dire che “Sa Domu non si tocca” e contro la richiesta di sfratto da parte di due consiglieri di opposizione. “Ci chiediamo se i firmatari della mozione conoscano effettivamente i motivi che hanno portato a questa scelta – sottolineano i giovani dello studentato di via La Marmora –  Forse non sanno cosa voglia dire essere studenti a Cagliari oggi, con il 50% di idonei non beneficiari, case dello studente oramai al limite dell’inagibilità e i cui fondi per poterle ristrutturare sono inesistenti. Gli affitti, moltissimi senza contratto, in alcune zone sono oramai insostenibili e ci costringono o a dover viaggiare tutti i giorni, tra mille difficoltà, o addirittura al ritiro dall’ università. Gli altri motivi utilizzati dai firmatari sono legati al fatto che Sa Domu rappresenti un esempio negativo per i giovani e che i locali debbano essere restituiti alla collettività. Anche qua ci chiediamo se si conosca realmente il tema di cui si sta parlando. Ci chiediamo come mai non ci si preoccupi di restituire alla collettività i quasi 5 mila posti sfitti e inutilizzati presenti a Cagliari, per adibirli ad uso abitativo, sociale o culturale. Non capiamo perché, con il più totale sprezzo per la vita dignitosa di noi studenti, si spinga il consiglio comunale a votare una mozione che approverebbe il distacco delle utenze idriche, fognarie e elettriche prendendo spunto dall’infame articolo 5 del Piano casa Renzi. Approvare una mozione del genere non farebbe altro che aumentare l’incresciosa emergenza abitativa che contraddistingue quartieri come San Michele, Sant’Elia, Santa Teresa di Pirri”.


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