Cagliari, sigarette vietate senza green pass: “Costretti a chiederlo, ci saranno file e lamentele”

Tampone negativo obbligatorio per entrare nelle tabaccherie, passate da luogo “essenziale” a vietato a chi non ha la certificazione verde. Tabaccai tra dubbi e preoccupazioni. Andrea Murgia: “Dovrò chiederlo, meglio perdere un cliente che dover pagare la multa”. Roberto De Luca: “Un altro danno, chi ha fretta se ne andrà e saranno incassi in meno”. GUARDATE le VIDEO INTERVISTE

Le sigarette? Vietate, a meno che uno non le compri dal distributore automatico, dal primo febbraio, a chi non avrà almeno il green pass base. Il premier Mario Draghi impone la stretta anche per le tabaccherie. Durante i primi mesi della pandemia erano considerati luoghi essenziali, ora la musica è cambiata. Le verifiche di ogni certificazione verde spetteranno ai tabaccai e, in caso di controlli, la multa per chi vende un pacchetto di “bionde” a un cliente senza il green pass è assicurata. A Cagliari i titolari delle tabaccherie sono combattuti. Da un lato promettono che faranno i controlli, dall’altro temono di perdere clienti. Andrea Murgia, 52 anni, gestisce da decenni una tabaccheria in via Dante: “La legge mi obbliga a chiedere il green pass, lo verificherò con l’applicazione del cellulare. Qualche secondo in più si perderà, soprattutto se ci saranno in fila tre o quattro clienti”, nota Murgia, “sono d’accordo che ci sia questo controllo, meglio perdere un cliente che dover chiudere o dover pagare una multa. Ormai il green pass serve ovunque”. Quasi: nei supermercati, per i beni essenziali, no: “E che posso fare? Rispetterò la legge”.
Meno conciliante Roberto De Luca, 61 anni, tabaccaio di piazza San Benedetto: “Ho già preparato il cartello, non voglio prendermi multe. Nel primo lockdown ero aperto perché davo servizi, anche, non solo sigarette che sono un vizio. Ma, personalmente, seguirò la legge ma è un peso in più perché dovrò controllare ogni persona che entra. Ai clienti che conosco chiederò il green pass una volta, poi non andrò a richiederglielo sempre. Sarò costretto a comprare un dispositivo da mettere all’ingresso della tabaccheria”, sostiene De Luca, “avrà un costo e non mi rimborserà nessuno. Il coltello dalla parte del manico ce l’ha il Governo, dovrò attenermi alle regole. E se i cliente avrà fretta se ne andrà via e non tornerà, sarà un incasso in meno”.


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