Cagliari, si apre oggi all’Università il seminario camilleriano

Un Seminario camilleriano che fin dal titolo (“Isole e olivi”) evoca il fascino delle isole non poteva non avere una marcata caratterizzazione femminile

Un Seminario camilleriano che fin dal titolo (“Isole e olivi”) evoca il fascino delle isole non poteva non avere una marcata caratterizzazione femminile. Così quello che si apre oggi a Cagliari (via Is Mirrionis 1, Aula “Motzo”, dalle 16) – con un intervento di Morena Deriu che parla delle donne e delle Sirene capaci di affascinare il poeta Omero e, a distanza di millenni, Andrea Camilleri – dedicherà uno specifico omaggio a Simonetta Agnello Hornby.

Domani, martedì 26 (Facoltà di Studi Umanistici, via Is Mirrionis 1, Aula “Capitini”) a partire dalle 16 con la scrittrice dialogheranno sei lettrici (Manuela Arca, Morena Deriu, Eleonora Lusci, Simona Pilia, Paola Piras, Veronka Sz?ke), diverse per interessi professionali, età ed esperienze di vita: tutte appassionate della lettura e curiose di scoprire come, dopo l’infanzia e la giovinezza trascorse in Sicilia, Simonetta sia partita alla scoperta del mondo, si sia affermata come avvocato a Londra, abbia sviluppato un forte impegno in difesa dell’infanzia, sia divenuta autrice di libri apprezzati e premiati. E perché abbia candidato Camilleri per il Premio Nobel, ritenendolo meritevole di un tale riconoscimento. Per queste sette donne, un’aula universitaria si trasformerà in un salotto dove, di fronte a una tazza di tè, potranno conversare di letteratura e di vita; delle straordinarie esperienze che possono essere fatte partendo da un’isola, per approdare, come Simonetta Agnello Hornby ha fatto in un’altra isola non meno ricca di storia e di conoscenza.

Che cosa unisce Andrea Camilleri e Aldous Huxley sarà invece il tema dell’incontro in programma mercoledì 27 febbraio, nella Sala della Fondazione di Sardegna, in via S. Salvatore da Horta 2, a partire dalle 17, con la partecipazione di Maria Del Zompo, Giuseppe Barbera, Vincenzo Campo, Gianluigi Bacchetta, Stefano Salis e Giuseppe Marci): al centro dell’evento la presentazione del volume “L’albero dell’olivo”, che lo scrittore inglese pubblicò nel 1936 e oggi è riproposto in un bel volume delle Edizioni Henry Beyle.

Il solido legame tra i due autori è rappresentato proprio dall’olivo, che campeggia in tante pagine di Camilleri, di Pirandello, di Sciascia, di altri autori siciliani, e ha affascinato l’intellettuale inglese, convinto che l’albero, emblema della classicità greca e latina, possa essere accostato alla nordica quercia: a simboleggiare uno degli aspetti vitali della cultura europea.

Interessi letterari e visioni politiche che saranno riproposte all’attenzione del pubblico il giorno dopo (giovedì 28 febbraio) a Villacidro (Casa Dessì, via Roma 65, ore 17) quando il VII Seminario sull’opera di Andrea Camilleri si concluderà con un evento dedicato a Huxley, a Camilleri e a Giuseppe Dessì, l’autore di Paese d’ombre, romanzo nel quale l’oliveto di Balanotti si eleva al ruolo di protagonista. Partecipano all’evento Paolo Lusci, Giuseppe Barbera, Vincenzo Campo e Giuseppe Marci.

Da segnalare infine l’incontro (che si svolgerà mercoledì 27, ore 9,30, in via Is Mirrionis 1, aula 5 della Facoltà di Studi Umanistici), coordinato dal giornalista Stefano Salis, con Ignazio Macchiarella e Antioco Floris che dicuteranno con Alberto Sironi, regista dei film di cui è protagonista Montalbano, del successo televisivo: “Quando, qualche anno fa, il Direttore della Rai comunicò ad Andrea Camilleri che, sommando tutti gli spettatori del Montalbano televisivo, delle prime e delle repliche trasmesse nel corso degli anni, si raggiungeva la cifra di un miliardo – racconta il prof. Giuseppe Marci, ideatore del Seminario camilleriano – si narra che lo scrittore, stupito, abbia esclamato: «Madonna santa! E che siamo, in Cina?». La cifra oggi, ventesimo anno di programmazione delle inchieste condotte dal celebre commissario, è ulteriormente cresciuta, e ogni programmazione (anche le ultime due delle scorse settimane) ottiene indici di ascolto che solo la Nazionale di calcio o il Festival di Sanremo possono raggiungere”.


In questo articolo: