Cagliari, scontro sul nuovo viale Sant’Avendrace: “Prima le corsie dei bus, dopo le bici”

Guerra in consiglio comunale sul progetto del nuovo viale Sant’Avendrace. La nuova viabilità che in parte non piace ai cittadini, con nuove piste ciclabili, contestata anche da Piergiorgio Massidda del centrodestra: “Se vogliamo ridurre l’uso delle auto ,incentivando il servizio pubblico, occorre progettare preliminarmente corsie preferenziali per gli autobus e successivamente quelle per le piste ciclabili”

Guerra in consiglio comunale sul progetto del nuovo viale Sant’Avendrace. La nuova viabilità che in parte non piace ai cittadini, con nuove piste ciclabili, contestata anche da Piergiorgio Massidda del centrodestra: “Anche oggi ci hanno parlato di “educazione” dei cittadini. Questa mattina in commissione l’Assessora Marras ha presentato il progetto che prevede l’eliminazione di 70 parcheggi pubblici nel lato destro di via Sant’Avendrace in direzione della omonima piazza.

Il progetto “dovrebbe educare” i cittadini a muoversi con la bici piuttosto che utilizzare l’automobile.

Ho mosso immediatamente due critiche.
La prima consiste nel fatto che se vogliamo ridurre l’uso delle auto ,incentivando il servizio pubblico, occorre progettare preliminarmente corsie preferenziali per gli autobus e successivamente quelle per le piste ciclabili.
Ma queste devono essere frutto di un ragionamento generale di Piano Urbanistico e di Piano della Mobilità esteso alla Città Metropolitana, atti di pianificazione da anni assenti.

La seconda critica consiste nel fatto che, a fronte della mancanza di una pianificazione della città, si rischia di decretare la fine di tante attività commerciali presenti nel quartiere, generando l’effetto opposto a quello della tanto acclamata riqualificazione delle periferie oggetto del bando che ha permesso di ottenere il finanziamento.

Non disperate le risposte non si sono fatte attendere !!! Infatti dovete sapere che l’Assessora Marras insieme ad alcuni consiglieri di maggioranza, sostengono che tali interventi debbano essere realizzati nonostante varie criticità per non correre il rischio di perdere i finanziamenti,e senza la necessità di attendere la redazione di un piano del traffico( e anche di un piano urbanistico).

Ma soprattutto la lezione più importante è stata che il commercio è destinato comunque a morire non per colpa dei parcheggi eliminati ma per l’avanzare del commercio elettronico.

Rabbrividisco davanti a questo concetto di “educazione” e a questa loro visione renderizzata che vuol mostrare una realtà statica e dove tutto è perfetto senza la percezione reale dei problemi dei cittadini, degli anziani, dei disabili e dei tanti commercianti che sono in gravi difficoltà. Voi cosa ne pensate ?”, conclude Massidda.


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