Cagliari, rivoluzione alla Marina: hotel di lusso con museo e mega parcheggio alla Scala di Ferro

Ecco il progetto per la riqualificazione dell’antico albergo di viale Regina Margherita sfitto da 6 anni: diventerà una struttura ricettiva con centro benessere. Al suo interno uno spazio culturale aperto ai turisti e un parcheggio interrato per lo shopping in centro e per i residenti del quartiere

Un hotel di lusso con centro benessere. E all’interno un museo e parcheggi interrati, destinati a negozianti e clienti dello shopping in centro e agli abitanti della Marina. Tutto nel progetto di riqualificazione della Scala di Ferro, l’antico albergo incastonato tra viale Regina Margherita e via Torino.

Il progetto sarà discusso domani in consiglio comunale. Tecnicamente si tratta della richiesta di realizzazione di una struttura ricettiva mediante cambio destinazione d’uso del preesistente fabbricato (a destinazione direzionale ex Prefettura), ciò consentirà ai proprietari (la ScaFe della famiglia Mambrini) di poter riportare il complesso immobiliare alla sua destinazione originaria.

L’immobile sfitto da sei anni (penalizzato dalle dimensioni, dai vincoli e della sua destinazione e dal mercato costretto a fare i conti con le leggi vigenti e la “spending review”) e costoso per i proprietari (dai 130 mila ai 150 mila euro l’anno), potrebbe, grazie al cambio d’uso, permettere da un lato (beneficio privato) di rendere l’immobile più appetibile e dall’altro ( beneficio pubblico) di generare benefici diretti immediati determinati in circa 450 mila euro oltre alle ricadute positive in termini economici e di occupazione in città e nel territorio metropolitano.

L’obiettivo richiesta è quello di riportare il compendio storico, già albergo nei primi anni del 1900, all’originaria destinazione turistico-ricettiva (ospitò personaggi come David Herbert Lawrence quando scrisse il suo Sea and Sardinia nel 1921) nel rispetto “della conservazione del bene e della tutela dell’architettura e dei caratteri originari, nonché alla riqualificazione dell’ambiente urbano”.

Il progetto prevede anche che la trasformazione potrà generare, con la gestione del compless.o ricadute positive nel settore turistico ricettivo per i prossimi 10/15 anni, correlate all’aumento dei flussi turistici concentrati sulla Sardegna. “Tali effetti per gli hotel cittadini”, si legge, “si stima possano estendersi e distribuirsi nel corso dell’intero anno e non concentrarsi solamente nei periodi di alta stagione, andando a raggiungere uno degli obiettivi centrali per le politiche del turismo in Sardegna, ovvero quello di destagionalizzare gli arrivi turistici grazie anche all’inserimento nel progetto di un centro benessere localizzato nel primo piano interrato”.

All’interno del compendio anche un museo e un parcheggio.

Il parcheggio. L’obiettivo è garantire  l’accesso al parcheggio ad uso pubblico per decongestionare il centro storico nel raggio di 600 metri, alleggerendo il carico d’auto nell’area tra il porto e piazza Costituzione. L’intervento sarà interamente a carico del privato che ha predisposto un progetto che prevede l’automazione con le più moderne tecnologie e software presenti sul mercato e prevederà per il parcheggio con accesso dalla viale Regina Margherita un affitto orario, per rispondere alle esigenze dell’afflusso continuo del centro durante tutte le ore del giorno per la presenza dei negozi, mentre per il parcheggio con entrata da via Torino, attraverso il passaggio attraverso il varco ZTL della Marina, un affitto mensile per i residenti del quartiere Marina (unici abilitati ad entrare in determinate fasce di orario) carente e privo di posti auto.

Il museo. Durante i lavori per la realizzazione dei parcheggi interrati riemersero le vecchie strutture cinquecentesche e ottocentesche ma anche emergenze archeologiche ben più antiche risalenti all’età repubblicana e Alto Medievale. Scoperte importanti, coordinate dalla Soprintendenza, che hanno modificato il progetto delle aree di sosta. Nel primo piano del parcheggio è stata così ricavata un’area archeologica con le tombe di una famiglia vissuta a Cagliari tra il primo e il terzo secolo dopo Cristo.

L’area avrà assicurata l’apertura per minimo 100 giorni con orario 9-13 per le visite gratuite (salvi gli eventi culturali che coinvolgeranno la città, come Monumenti Aperti, in cui il sito rimarrà aperto mattina e sera per più giorni consecutivi pari alla durata dell’evento).

Storia. La Sala di Ferro dal 1869 al 1964 è stato un prestigioso hotel nel cuore della città. Un albergo con vista sul Golfo degli Angeli le cui stanze ospitarono D’Annunzio, Carlo Levi, il premio Nobel per la letteratura Salvatore Quasimodo. Ma anche lo scrittore inglese David Herbert Lawrence (che ne parlò nel suo “Sea and Sardinia” del 1921), Filippo Tommaso Marinetti, Sibilla Aleramo, Fausto Coppi, Gino Bartali, Mario Del Monaco e Totò. È il 1964 quando l’allora hotel Scala di Ferro chiude i battenti. Tre anni prima la compagnia Jolly Hotel acquistò l’intero complesso e, dopo averlo sottoposto a restauro lo chiuse. Fu l’inizio del degrado, dell’abbandono. Fino al 1998, quando la nuova e attuale proprietà, la Sca.Fe. srl della famiglia Mambrini, realizzò la nuova sede della Prefettura con residenza annessa e parcheggi sottostanti. Dal 2012 la Scala di Ferro non è più la sede della rappresentanza di Governo. Scaduto il contratto di locazione sei anni con la società, la Prefettura ha lasciato gli uffici di 12 mila mq tra viale Regina Margherita e via Torino. Parte del caseggiato, quello su via Torino, ospita da due anni il Convitto Nazionale ed è anche sede del liceo classico musicale. E ed ora è, per la quasi totalità, sfitto da 6 anni.