Cagliari, “ristorante riaperto a cena dopo mesi: ora tamponi per tutti quelli che vengono in Sardegna”

Alberto Melis è felice per la zona bianca: “Non faremo gli stessi fatturati ma spero che molti anticipino l’orario della cena e che levino il coprifuoco alle 23:30. Per evitare assembramenti servono più controlli, siamo già a marzo e la stagione turistica è dietro l’angolo: giochiamoci bene tutte le carte”

La felicità per il ritorno in zona bianca è tanta. Alberto Melis, titolare di tre ristoranti a Cagliari, da oggi non dovrà più abbassare la serranda entro le diciotto. E vuole, anzi, spera di non doverla più abbassare al calar del sole per sempre. Il coprifuoco alle 23:30 “è un disagio, ma piccolo se rapportato ai danni dell’ultimo anno”. Prevenzione, questa la parola d’ordine: “Voglio più controlli contro gli assembramenti, adesso dipende davvero tutto da noi, da come ci comporteremo. Nei miei locali la sicurezza è garantita, spero anche che non ci sia tutta questa rigidità nei controlli per chi, uscendo dopo cena, dovrà tornare a casa in orario”. E, in una Marina teatro, troppe volte, di litigi e caos, quasi sempre ad opera di ragazzini, “noi faremo il possibile per controllare, ma serve davvero l’aiuto di tutti”.
“La stagione estiva, poi, è dietro l’angolo. Sposo appieno quanto chiesto dal presidente Christian Solinas. Servono tamponi e test per chiunque voglia arrivare in Sardegna. La zona bianca ce la siamo conquistata e sudata, non possiamo farcela togliere proprio ora che inizia la bella stagione”.