Regione, operai di Forestas sul piede di guerra: in arrivo scioperi e manifestazioni a Cagliari

“La preoccupazione principale riguarda, ancora una volta, la campagna antincendio che proprio nelle ultime settimane ha mostrato tutte le debolezze di un avvio che soffre, per il terzo anno consecutivo, dei problemi strutturali dovuti al pessimo contratto di lavoro, inapplicabile per il 40% degli istituti ai dipendenti di Forestas”

Si preannunciano nuovi scioperi e manifestazioni a Cagliari, con l’avvio dello stato di agitazione di Forestas per chiedere al Presidente della Regione di applicare le leggi che la sua stessa maggioranza ha fortemente difeso. Anche quest’anno, dunque, non sarà una stagione serena per la macchina antincendio regionale.

“La legge 6/2019 votata all’unanimità a febbraio, frutto del lavoro bipartisan del precedente Consiglio Regionale sancisce un passaggio necessario per l’Agenzia regionale Forestas e per il proprio personale: dipendenti pubblici che da vent’anni attendevano un contratto pubblico e soprattutto, interamente applicabile”, si legge nel comunicato,

“Precari storici che da trent’anni attendevano certezze e progressioni professionali. Una bella pagina dell’Autonomia regionale arrivata dopo lunghissimi approfondimenti iniziati a maggio 2016 che non aggiunge costi al Sistema Regione ma rende omogenea la gestione di tutti i lavoratori operai, impiegati, funzionari e dirigenti della R.A.S..

L’unica nota stonata è che la attuale Giunta, dopo le promesse di celere attuazione della Legge in campagna elettorale, sta ritardando oltre modo l’avvio della contrattazione necessaria per i nuovi inquadramenti del personale: la preoccupazione principale riguarda, ancora una volta, la campagna antincendio che proprio nelle ultime settimane ha mostrato tutte le debolezze di un avvio che soffre, per il terzo anno consecutivo, dei problemi strutturali dovuti al pessimo contratto di lavoro, inapplicabile per il 40% degli istituti ai dipendenti di Forestas: e così tra “mansioni” illegittime, indagini della Corte dei Conti e personale che continua ad invecchiare senza adeguato turnover (e senza un piano di stabilizzazioni che vada a regime proprio grazie alla Legge 6) ecco il principale braccio operativo dell’Antincendio regionale parte male, con centinaia di unità costrette a superare abbondantemente i limiti di legge per le “mansioni superiori” gestite con la solita modalità “emergenziale”.

“in questa storia non c’è niente di imprevisto e di urgente” – dice il SADIRS (il primo sindacato degli operai e impiegati) – “siamo come al solito in balia di interessi sindacali propinati – ahinoi – anche a questa Giunta dai soliti sindacalisti che lottano non certo per il bene dei lavoratori né per quello della Regione, ma solo per continuare a godere dei soliti privilegi, manovrando dai loro uffici con l’aria condizionata per bloccare la riforma dell’insostenibile sistema contrattuale dell’Agenzia”.

 


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