Cagliari, la prostituzione fa paura: “Temo le vendette dei protettori”

Via Tirso è una delle stradine che affacciano su via Santa Gilla. Carlo, 69 anni, passa le notti in bianco tra via vai di clienti e urla: “Qui c’è paura pure a uscire la sera. Impossibile protestare mettendoci la faccia, la prostituzione fa girare molti soldi”

La prostituzione a Cagliari fa, soprattutto, paura. Non la presenza di giovani e meno giovani ai bordi delle strade periferiche di Sant’Avendrace. No. A creare ansia e insicurezza sono i protettori, cioè chi lucra sulla pelle di donne, spesso disperate, finite nel racket del sesso a pagamento. Carlo ha 69 anni e vive in via Tirso. Sceglie di parlare senza mostrarsi in volto: “Non posso fare altrimenti, voglio vivere tranquillo. Non voglio essere oggetto di vendette da parte di gente che neanche conosco”. Nel giorno in cui il Papa si scaglia contro la prostituzione, bollando come “atto criminale” l’andare con loro, ecco una delle tante, troppe storie di una vita passata, ogni notte, più in bianco che nel mondo dei sogni.
“Sono povere ragazze, spesso. Ognuno ha i suoi problemi, le donne del rione dopo una certa ora non possono uscire perché rischiano di essere molestate. La notte le prostitute schiamazzano e danno fastidio, non si riesce a vivere”, racconta signor Carlo, che è netto nel puntualizzare che “non ho paura delle prostitute, ma di qualcuno che potrebbe rivalersi, se protesto, nei miei confronti”. I protettori? “Certo”. Negli anni tante raccolte di firme per petizioni: tutto inutile, a Sant’Avendrace il giro di prostituzione è leggermente diminuito ma non debellato. “La prostituzione porta soldi, se uno cerca di protestare contro questi traffici poi il rischio è che qualcun altro possa farlo più vivacemente”.


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