Cagliari, prezzi gonfiati nei locali per le feste: “Così si pagano più dipendenti, gravissimo non tenere i bagni gratis”

Aperitivi più cari e un euro per usufruire dei servizi igienici nelle giornate come quella di Sant’Efisio? I commercianti si difendono ma riconoscono qualche errore: “Alzare il listino serve per garantire le paghe a chi lavora e tutte le altre spese. Grave che in una città turistica un barista faccia pagare per l’utilizzo della toilette”

I rincari anche sino a 5 euro sugli aperitivi nel giorno di Sant’Efisio a Cagliari? “Possono starci”, assicura Marco Medda di Confesercenti. Discorso diverso per chi chiede soldi per utilizzare il bagno: “I baristi che lo fanno compiono un atto grave, alla faccia della città turistica che dovremmo essere”. Dopo il report, molto critico, del presidente dell’Adoc Giuliano Frau, ecco le voci dei titolari dei locali food che, tra spritz e taglieri, ieri hanno sicuramente fatto buoni incassi: “Serve più personale e quindi aumentano i costi da sostenere”. Insomma, in quei 3-5 euro in più rispetto al solito ci sarebbero le paghe extra di chi riempie boccali e prepara tramezzini, toast e pizzettine. E sin qui ci sta. Ma l’inaspettata asse tra Adoc e Confesercenti si crea quando si tratta dei servizi igienici a pagamento. Ieri, a Cagliari, sicuramente un barista ne ha approfittato, facendo pagare un euro sia per chi consuma sia per chi non consuma: insomma, extra per toilette non compreso in possibili aumenti.
“È un fatto gravissimo che ci squalifica come città che vorrebbe essere turistica”, afferma Medda. “Ogni locale deve mettere in conto i soldi della pulizia della toilette dagli incassi giornalieri, non certo chiedere un obolo perchè in questo modo crea una barriera tra il cliente e l’utilizzo del bagno. Un locale pubblico si può dire efficiente solo se opera così”.


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