Cagliari, Poetto blindato per la gara ciclistica: “Costretti a fare smart working e la spesa a piedi”

Il giro d’Italia delle donne porta transenne e divieti dalla Sella del Diavolo all’Ippodromo. Agata Motta: “Chiusure troppo esagerate, non è un evento così importante”. Luigi Raffo: “Devo lavorare da casa, disagi per i turisti irlandesi del mio b&b”. GUARDATE le VIDEO INTERVISTE

A Cagliari le polemiche legate al Poetto blindato per il Giro Donne, la corsa ciclistica in rosa, non si fermano. Se già ieri era stato possibile registrare molte lamentele, inclusa quella del patron de Il Lido, Angelo Cerina, nella giornata della gara sono i residenti, tra automobili parcheggiate distanti dalle abitazioni e transenne ovunque, ad alzare la voce. La polizia Locale, capitanata da Guido Calzia, è in azione per garantire il pieno rispetto della viabilità alternativa. Il lungomare è off limits alle auto da anni, idem metà del lungosaline, si può passare solo nelle corsie più vicine a Molentargius. Luigi Raffo abita in via dei Villini: “Ieri e oggi ho dovuto lavorare in smart working, sono un dipendente delle Poste. Ho una struttura ricettiva e ospito proprio in questi giorni due turisti Irlandesi, hanno avuto disagi a raggiungere l’abitazione perché hanno dovuto parcheggiare nello sterrato della Sella del Diavolo”, racconta. “Il Comune ci ha comunicato i divieti troppo tardi, è mancato il giusto preavviso. Si sapeva da almeno un mese della gara ciclistica, le ordinanze le hanno fatte tre giorni prima”.
Agata Motta, buste della spesa tra le mani, sta tornando dal market di via Ischia: “Oggi spesa, sono andata a piedi e sto tornando a casa. Forse queste limitazioni sono esagerate, non si tratta di un evento sportivo così importante”, afferma la residente. “Non so quanto possa contare il mio parere, ma avrei comunque agito in modo diverso. L’auto sono riuscita a parcheggiarla vicino casa”.


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