Cagliari poco turistica: “L’americano ha ragione: camerieri che buttano le posate, che non sanno l’inglese..”

Il dibattito più virale del giorno sulla nostra pagina Fb: le critiche del turista americano che definisce fantastico il Poetto, ma con poche coccole ai turisti. Il post di Michele: “Se pensiamo che le isole Canarie sono distanti dall’Europa più di 4000 km ma hanno con la stessa oltre 1.200 voli alla settimana, mentre qui se non ci salviamo con Ryanair e qualche altro vettore low cost prenotando 3 mesi prima, siamo praticamente prigionieri!”. Cosa ne pensate?

di Michele Cicilloni (dalla pagina Fb di Casteddu Online)

Esterofilia a parte, credo che l’americano abbia ragione, del resto penso sia l’impressione che dà Cagliari alla maggior parte dei turisti che abbiano viaggiato in altre località dove il turismo è organizzato e incentivato in modo corretto. Il capoluogo sardo è una bellissima città, una delle pochissime in Italia che hanno una spiaggia (libera!) al loro interno e tante attrazioni tra musei, parchi, stagni, etc. ma dove si è fatto ben poco per sfruttare il turismo. Non è un caso che diverse compagnie armatrici di navi da crociera continuino a scegliere la nostra città come meta, nonostante la realizzazione del terminal crociere sul molo Ichnusa sia stato uno dei tanti bluff. Ma le amministrazioni non sono improntate allo sviluppo turistico e i trasporti comunque non ci aiutano, dato che quelli marittimi sono in regime di monopolio e quelli aerei sono limitati a un numero ristretto di voli che non è certo adatto a una delle più grandi isole del Mediterraneo. Se pensiamo che le isole Canarie sono distanti dall’Europa più di 4000 km ma hanno con la stessa oltre 1.200 voli alla settimana, mentre qui se non ci salviamo con Ryanair e qualche altro vettore low cost prenotando 3 mesi prima, siamo praticamente prigionieri! Ma non voglio dire che il turismo di massa sia da incentivare, basterebbe creare le condizioni perché gli operatori turistici (e parlo di professionisti preparati o di chi voglia diventarlo) possano operare realmente senza mille vincoli o dover andare a cercare l’amico introdotto o il politico di turno! In ultimo c’è da dire che anche nel turismo, sopratutto oggi, ci vogliono scuole e istituti di specializzazione. Quante volte ci è capitato a Cagliari in un ristorante di trovare un cameriere che ci butta le posate sul tavolo o magari con un turista straniero non conosce una parola di inglese? P.S. ultimamente mi è successo anche di trovare un ristorante tipico sardo gestito da CINESI! Svegliamoci gente!

 


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