Cagliari, Pili: “Licenziati 18 operai della raccolta rifiuti”. Domani la protesta al Comune

“Hanno avuto il coraggio di dirgli che non c’era più posto per loro, poco importa se non sono più in età da licenziamento, che hanno figli piccoli a carico. Succede a Cagliari, dove ci si può permettere di pagare la Tari più alta d’Italia con un servizio scadente quasi quanto quello nella città di Napoli ai tempi d’oro”

“Sono 18/20 lavoratori dell’annoso servizio di raccolta della nettezza urbana sono a casa, cacciati dopo oltre dieci anni di onorato servizio, mai contrattualizzati, mese dopo mese, ben oltre i 36 mesi di servizio necessari per la stabilizzazione. L’argomento è semplice: non vi riassumiamo per via del decreto dignità. Hanno avuto il coraggio di dirgli che non c’era più posto per loro, poco importa se non sono più in età da licenziamento, che hanno figli piccoli a carico. Succede a Cagliari, dove ci si può permettere di pagare la Tari più alta d’Italia con un servizio scadente quasi quanto quello nella città di Napoli ai tempi d’oro”.

Così Mauro Pili, leader di Unidos e candidato alle prossime regionali che racconta del licenziamento dei 18 lavoratori impiegati nel ritiro dei rifiuti in città e di un accordo di qualche anno fa che i lavoratori avrebbero siglato con la paura di perdere il posto. “Tutto questo con una città invasa da rifiuti ovunque, con un sistema tribale che tutti stanno abbandonando. Con 200 milioni di euro si sarebbe potuta fare una città modello, con cassonetti differenziati a scomparsa, come avviene nelle città evolute, dove non si licenzia come si vuole e dove il servizio viene controllato ora dopo ora. Come ho detto più volte dietro un servizio così delicato come l’igiene di una città si annidano troppi interessi, troppi soldi e troppi affari. E anche nel silenzio di tutti è meglio ergere una voce di libertà nell’interesse della comunità”.

en.ne.


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