Cagliari, per sposarsi a Bonaria “chiediamo un’offerta di 200 euro agli sposi per levarli dall’imbarazzo”

Per molti è la chiesa più bella di tutta Cagliari, anche più della Cattedrale. Per giurarsi amore eterno nella basilica con la vista panoramica sul mare c’è un tariffario. Padre Giovannino Tolu: “La cifra è scritta su un foglietto che diamo agli sposi ed è comunque orientativa, duecento euro non sono moltissimi. Chi sceglie Bonaria sa che è un posto unico e rappresentativo”. Cosa ne pensate?

Per dirsi “sì” è in funzione principalmente la chiesetta “piccola”, a Bonaria. L’atmosfera è più raccolta e, per chi dirige la chiesa, la ragione è tutta legata all’organizzazione: “C’è già l’attrezzatura pronta, tra poltroncine e tappeto”, spiega padre Giovannino Tolu, 79 anni, rettore della basilica giudicata, da tanti cagliaritani, la chiesa più bella di tutta la città. E, in una Cagliari dove i matrimoni sono in calo, proprio Bonaria sembra essere un pochino in controtendenza, anche grazie ai matrimoni di coppie straniere: “Per loro abbiamo delle spese ulteriori, legate alla burocrazia. Dobbiamo avere tutta una serie di documenti dalla Curia, e anche quelle sono tasse”. E, sia per loro sia per gli italiani e sardi doc, dopo aver fissato la data del matrimonio arriva il momento dell’offerta. A differenza di altre realtà, i padri mercedari propongono una cifra: “Duecento euro, c’è scritto anche sui foglietti che diamo alle coppie, un modo per levarli dall’imbarazzo”. L’imbarazzo sarebbe quello di non sapere quanto mettere dentro la busta da consegnare al prete: “Noi abbiamo spese vive, da quelle della luce alle pulizie. Spesso riceviamo anche degli acconti”.

Di sicuro, padre Tolu rimarca un dettaglio non di poco conto: i duecento euro “non sono obbligatori ma una cifra orientativa”. E, tra gli optional offerti dalla basilica, c’è anche la musica: “Se una coppia non ha particolari preferenze c’è la nostra, che è registrata. Quando si sceglie Bonaria si sa che cosa si trova”, cioè “un posto bello, unico e rappresentativo per tutti i sardi”. Bene: ma i matrimoni, quindi, non sono in calo? “Qui da noi non mi pare, poi non sono io che mi occupo dell’elenco delle prenotazioni. Capita, però, che alcuni vengano da me, intimiditi, per dirmi che qualcuno gli ha detto che sposarsi da noi costa molto”. E parte il valzer delle cifre: “C’è chi mi dice cinquecento, chi seicento, chi settecento euro. Ovviamente, non è vero”.


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