Cagliari, nessun albergo o ristorante: i silos del porto demoliti con l’esplosivo

I “giganti” di cemento pronti a scomparire per sempre dal panorama cagliaritano, per abbatterli servono 1,4 milioni. C’è il bando dell’Autorità portuale: naufragate le idee di hotel sul mare o ristorante panoramico

L’addio ai silos del porto di Cagliari si avvicina sempre di più. Inutilizzati dal 2011 perchè a rischio crollo, i due “giganti” di cemento sono rimasti lì sino a oggi. Nei prossimi mesi, però, scompariranno per sempre, salvo retromarce dell’ultimo minuto. Il bando di gara per l’abbattimento definitivo è presente, da oggi, nell’albo pretorio online dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna. L’ex Authority, in parole più semplici. Un milione e 400mila euro per cancellare dal panorama cagliaritano i due maxi fusti grigi. Nelle carte si legge che la “demolizione dei silos” dovrà avvenire “mediante cariche di esplosivo”. Prima bisognerà smontare la “gru mobile di banchina” e svuotare “le celle dal materiale organico presente sul fondo”, demolire le “strutture esterne accessorie e strip out dei macchinari interni alla torre di sollevamento e al vano sopra le celle”. Infine, l’intervento dev’essere completato “con il ripristino della pavimentazione, in conglomerato bituminoso, nella zona precedentemente occupata dai silos ed in quella limitrofa in cui è stata eseguita la demolizione, in analogia col tipo di pavimentazione esistente sul Molo Rinascita”. Chi vincerà la gara d’appalto avrà centotrenta giorni di tempo per terminare tutto.

Addio ormai definitivo, salvo ripensamenti dell’ultimo istante, a un qualunque tipo di riqualificazione dei silos: una torre alta 54 metri, 21 celle, un fabbricato alto 44 metri e una cabina di trasformazione di sette metri finite, negli ultimi anni, al centro dell’attenzione ma, mai, in modo concreto. C’è chi aveva immaginato un hotel sul mare, chi un ristorante con vista decisamente panoramica e mozzafiato. Nessuno, però, ha messo mano al portafoglio: solo idee. Seppellite anche loro, a breve, dalla polvere dei due silos distrutti dall’esplosivo.


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