Cagliari, nel nuovo viale Trieste restano chiusi Il Gatto e Pappa e citti: servono 1,6 milioni per riaprirli

I due storici ristoranti, passati tra fallimenti e aste, rischiano di fare somma con gli altri negozi che, per colpa dei lavori, hanno alzato bandiera bianca. A metà aprile la verità sul terzo tentativo di vendita del locale col marchio del felino, per i tre piani all’angolo con via Roma bisogna bussare a un’agenzia


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 Il Gatto e Pappa e citti restano chiusi, sbarrati, quasi “custodi storici” di un viale Trieste che sta cambiando totalmente volto. Il ristorante-pizzeria con le tende biancoazzurre e il gatto blu stilizzato e il locale a tre piani che fa angolo con via Roma si trovano entrambi nel primo tratto del viale di Cagliari sotto cantiere, con già meno parcheggi e spazi per le marmitte, marciapiedi più larghi e negozi che hanno alzato bandiera bianca e hanno già chiuso o stanno cercando disperatamente un nuovo padrone disposto ad acquistare o affittare. Servono 1,6 milioni per riaprire i due ristoranti, e ovviamente le operazioni non sono unite. Nel caso de Il Gatto, infatti, il terzo tentativo di vendita fissato per il diciassette aprile prossimo è di 659mila euro. Il valore stimato sfiora il milione, ma con due aste buche è obbligatorio diminuire il prezzo, per renderlo anche più appetibile e sperare, comunque vada, in qualche modo, di fare cassa. Il Gatto è stato chiuso dalla Finanza nel 2020, gli ormai ex proprietari avevano fatto bancarotta, il fallimento era stato il naturale passo successivo. A pochi metri e sullo stesso lato del viale, poi, chi vuole accaparrarsi anche il magazzino deposito ufficiale deve prevedere altri 200mila euro di spesa.
Per Pappa e citti storia diversa: Dal fallimento, decretato nel 2014 a causa di un debito di circa un milione di euro, sino all’asta di quasi cinque anni fa decretata dal tribunale per arrivare a oggi, con una richiesta economica di 950mila euro, e in questo caso si passa solo da un’agenzia. Un fallimento e una chiusura che, all’epoca, hanno spiazzato tantissimi cagliaritani e sardi che conoscevano quasi a memoria il menù di uno dei locali food storici del capoluogo sardo, realizzato all’interno di una palazzina tirata su quasi un secolo fa, nel 1930. Dopo il pagamento dei debiti e l’acquisto all’asta, chi ha messo le mani sui 760 metri quadri spalmati su tre piani, più terrazza e seminterrato, chiede quasi la stessa cifra che ha portato, nove anni fa, a far mettere i sigilli ai portoni-


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